Bloccata a Bologna la pièce teatrale di ‘Lolita’

Non c’è pace per il teatro in questi ultimi tempi. Dopo le polemiche innescate dal PDL di Bologna che ha portato alla sospensione de La bella addormentata di Emma Dante, questa volta a farne le spese è Lolita, uno spettacolo di danza tratto dal famoso romanzo di Nabokov, ideato dalla celebre compagnia veneta Babilonia Teatri.

La polemica è nata dalla presenza in Lolita di Olga Bercini, una dotata ragazzina di undici anni, che ricopre, appunto, il ruolo della protagonista. La Direzione territoriale ed il Ministero del lavoro di Bologna hanno insistito affinché il copione della pièce venisse modificato in modo tale da “tutelare la salute fisica e la moralità della minore“.

La risposta della compagnia Babilonia Teatri non si è fatta attendere a lungo, difatti si legge che “davanti a questa richiesta ci troviamo nell’impossibilità di andare in scena. Non accettiamo di modificare il copione che, a nostro avviso, non lede in nessun modo né la salute fisica né la moralità di Olga. Il pediatra ha attestato che non c’è nessuna controindicazione medica a che Olga svolga attività teatrale e i suoi genitori hanno dato il loro consenso e hanno seguito e tutelato loro figlia durante tutto il percorso di creazione e messa in scena dello spettacolo. Inoltre la relazione tra noi e Olga non si sostanzia in un mero rapporto di lavoro, ma si basa prima di tutto su una relazione umana. Per noi è chiaro che al primo posto sta il benessere di Olga, fisico e morale. Siamo coscienti che Olga è una ragazzina e che la priorità per lei è crescere in modo armonico e sereno. Crediamo che lo spettacolo creato assieme sia stato e sia occasione di crescita e di scambio e che in nessun modo le abbia e le possa arrecare danno“. Da qui la decisione di sospendere lo spettacolo.

Bisogna sottolineare, alla luce di ciò che è accaduto, che Lolita, senza dubbio dal tema scottante che presenta “l’immagine di bambini-adulti, bambini-sexy e bambini di successo che tutti i giorni i media ci propongono“, è stato già rappresentato senza alcuna censura e con un buon successo di pubblico a Verona, Volterra, San Marino e al Festival di Napoli. Quindi quella di Bologna sarebbe stata l’ennesima tappa.

La compagnia veneta Babilonia Teatri conclude la sua difesa affermando di accettare e rispettare la decisione della Direzione territoriale ma di non acconsentire al cambio di copione in quanto inteso come “una forma di censura“.

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