Serie A 9.a giornata: Bradley manda la Roma in paradiso

E’ davvero l’anno della Roma? L’abitudine è quella di respingere ogni tipo di pressione ma dopo nove vittorie di fila (eguagliato il record della Juventus di Capello) bisogna porsi sempre più domande. Battere l’Udinese in casa non era un’impresa, lo diventa però se giochi gli ultimi venti minuti in dieci uomini (rosso a Maicon) e se la squadra di casa ti mette in grande difficoltà e colpisce un palo dopo pochi minuti. Quel gol di Bradley (1-0 il finale) però ha dimostrato come questa squadra sappia soffrire, come questi ragazzi abbiano appreso in pieno gli insegnamenti dello “special normal” Rudi Garcia vero top player della squadra. I giallorossi stanno superando questo momento delicato con vittorie pesanti ed ora tutta la serie A comincia a spaventarsi.

Non hanno ancora paura Napoli e Juventus che comunque il loro cammino lo stanno facendo. Il 2-0 degli azzurri nei confronti del Torino oltre a dimostrare la grande intercambiabilità qualitativa dei giocatori nel reparto offensivo ha evidenziato anche la mentalità da grande squadra. Con il minimo sforzo ed un pizzico di fortuna (i due rigori di Higuain ad inizio gara sono stati fondamentali) sono arrivati tre punti non così scontati per proseguire l’inseguimento alla vetta. Fortuna anche per i campioni d’Italia che contro il Genoa sono partiti subito forte mettendo in serie difficoltà Perin. Almeno tre gli interventi decisivi dell’estremo rossoblù prima del contestato rigore dell’1-0 (fallo fuori area su Asamoah realizzato da Vidal). Il Genoa è praticamente inesistente e così, con Tevez, la Juve raddoppia e chiude una partita mai in discussione.

Nella giornata che incorona ancora una volta la Roma escono fuori nuovamente tutti i limiti del Milan, sconfitto a Parma nel finale. Criticare una squadra in grande crisi come quella di Allegri appare fin troppo banale anche perché i rossoneri erano riusciti a recuperare lo svantaggio iniziale emiliano (Parolo-Cassano) grazie ai primi gol di Matri e di Silvestre (avete letto bene). Nel momento in cui non riesci nemmeno a raccogliere quel punticino, causa la punizione a tempo scaduto di Parolo, allora la situazione è davvero critica. Roma, Napoli e Juventus si lottano la vetta in classifica, il Milan cerca se stessa mentre la Fiorentina, in silenzio e senza Gomez, prosegue la sua piccola scalata. Senza il tedesco spazio all’estro di Rossi, Joaquin e Cuadrado,. Proprio dal colombiano arrivano due spettacolari, utili a ribaltare il vantaggio di Cesar contro il Chievo. I viola in effetti non sono una sorpresa visto il mercato importante ma Montella sta superando se stesso proprio perché Gomez non c’è e dai risultati non si vede.

I diciotto punti in classifica sono un orgoglio per il tecnico fiorentino che si trova a pari merito con l’Inter di Mazzari, risorta contro il Verona. L’assenza di un giocatore come Campagnaro si vede ancora visto che con i gialloblù è finita 4-2 ma riconquistare i tre punti era fondamentale. Trascinata dal solito super Palacio (autore del fortunoso 2-0) hanno segnato Johnatan, Cambiasso e Rolando. Il Verona però, nonostante la sconfitta, ha dimostrato ancora di essere più che una squadra in lotta per la salvezza e le reti di Martinho e Romulo l’hanno dimostrato. Reti che hanno confermato quanto sia ancora instabile la retroguardia nerazzurra senza un giocatore fondamentale come Campagnaro e vista anche la continua panchina di Samuel, ancora a secco di presenze quest’anno.

Messe da parte le zone alte della classifica di vitale importanza l’1-0 del Bologna con il Livorno grazie a Crespo mentre De Canio, al suo esordio con il Catania, non va oltre lo 0-0 con il Sassuolo. Il cambio di allenatore non può cancellare le cessioni di Gomez e Lodi, due perle rare in una squadra come quella del Catania. Senza la loro qualità sarà comunque un campionato di grande sofferenza. Per la lotta alla salvezza passo indietro dell’Atalanta che perde a Marassi con la Sampdoria. Le vittorie dei doriani e quella del Bologna oltre a salvare le panchine di Rossi e Pioli rimescolano le carte nei bassifondi della classifica. Anche qui poche cose sono scontate, tutto si dovrà giocare, passo dopo passo, giornata dopo giornata.

Bologna – Livorno 1-0
Catania – Sassuolo 0-0
Chievo – Fiorentina 1-2
Juventus – Genoa 2-0
Parma – Milan 3-2
Udinese – Roma 0-1
Napoli – Torino 2-0
Sampdoria – Atalanta 1-0
Inter – Verona 4-2

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