Inaugurato in Turchia il tunnel sotto il Bosforo

La Turchia ha celebrato i suoi 90 anni di Repubblica, fondata nel 1923 dal padre della Turchia moderna, Mustafa Kemal Ataturk, inaugurando Marmaray, uno tra i tanti progetti avveniristici voluti per Istanbul dal premier islamico moderato Erdogan. Il primo tunnel sotto il Bosforo consentirà di attraversare il canale in 4 minuti di treno, passando da Asia a Europa attraverso la prima galleria sotto il Mediterraneo.

Il tunnel del Bosforo è il più profondo passaggio sottomarino del mondo e in alcuni tratti arriva a meno 62 metri dalla superficie. Lunga 14 chilometri, di cui ben 1,4 sott’acqua, secondo le previsioni consentirà ogni giorno il passaggio fra le sponde europea e asiatica di Istanbul di circa un milione e mezzo di pendolari, dando respiro al traffico della città.
Il tunnel sarà collegato alla linea di trasporto suburbana tra le due rive della capitale turca, collegandola a metrò e treni pesanti.

L’idea di un tunnel sotto il Bosforo risale, in realtà, a 150 anni fa con il sultano Abdulmedjid. I primi progetti, presentati da architetti francesi, britanni e americani nel 1981, per problemi tecnici e finanziari non hanno visto la realizzazione.

I lavori, iniziati nel 2004, sarebbero dovuti terminare nel 2008, ma alcuni rinvenimenti archeologici, tra cui il ritrovamento di un “cimitero di navi bizantine” sotto lo stretto, hanno ritardato i lavori. Il premier Erdogan era comunque ben determinato ad inaugurare la colossale impresa, realizzata anche grazie alla collaborazione del Giappone, che ha fornito tecnologia e finanziamenti per il progetto da tre miliardi di euro.

Intanto, già prima dell’inaugurazione, numerose voci critiche si sono sollevate per denunciare i rischi per la sicurezza della galleria. Secondo la Camera degli Architetti e degli Ingegneri di Istanbul il tunnel rischierebbe l’allagamento in caso di rottura di una porzione e non avrebbe un sistema elettronico di sicurezza.

La Turchia, inoltre, è un’area a forte rischio sismico e il tunnel sarebbe stato inaugurato con troppa fretta, in vista delle elezioni comunali di marzo, che sembrano essere diventate un referendum sulla leadership di Erdogan, giudicata troppo autoritaria, soprattutto dopo la repressione delle proteste giovanili di Gezi Park.

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