Juve-Real: ricordando Del Piero, aspettando Tevez

Cinque anni. Sembrano un battito di ciglia, possono invece presentarsi come un’eternità. Chissà lui, che eterno sarà sempre nei cuori dei tifosi bianconeri e di tutti coloro che vogliono bene al calcio, come la pensa. Già, chissà come la pensa Alessandro Del Piero, il capitano delle mille battaglie. Siamo al 5 novembre 2008, la Juve va a far visita al Real Madrid, dopo averlo battuto due settimane prima allo stadio Olimpico, compiendo una vera impresa. Alex nella partita di andata, trascina i suoi e, dopo pochi minuti dal fischio iniziale, inventa una parabola che si va a spegnere sotto l’incrocio dei pali. Casillas può solo guardare. Insomma, un gol alla Del Piero. Il match di Torino si conclude sul 2-1, segneranno Amauri e Van Nistelrooy per i “blancos”.

Ma il meglio deve ancora venire. La Juve vola a Madrid e gioca in formazione decisamente rimaneggiata. In porta non c’è Buffon, gioca Manninger. In difesa Mellberg, Legrottaglie, Chiellini e Molinaro; centrocampo con Marchionni, Tiago, Sissoko e Nedved; Del Piero e Amauri formano la coppia offensiva. Alex non ha mai segnato al Santiago Bernabeu nelle tre partite giocate a Madrid. Ma lui sa come punire le Merengues. Lui lo sa bene, lo ha già fatto tre volte, ma non qui.

Al 17’ pallone recuperato da Marchionni sulla trequarti offensiva, Alex lo addomestica e, arrivato al limite, scaglia un sinistro chirurgico che si infila nell’angolo basso dove nessun portiere potrebbe arrivarci. 0-1 e non è finita qui. L’apoteosi arriva nel secondo tempo, minuto 66: Alex batte una punizione dal limite dell’area, pallone che gira sopra la barriera e si infila con un Casillas attonito e sconcertato. 0-2! I giocatori si abbracciano, Amauri rialzandosi dopo l’esultanza gli dice: “Grazie”. Una sola parola che può racchiudere tutti l’ammirazione possibile. Alex sfiora la tripletta, Claudio Ranieri, a pochi minuti dalla fine, lo sostituisce concedendogli la standing ovation. Tutto lo stadio è in piedi e applaude, lui ricambia con un inchino. E’ il trionfo, la Juve sbanca Madrid, Del Piero ha sfatato il tabù Bernabeu.

Cinque anni dopo la Juventus è profondamente cambiata. Si gioca in uno stadio nuovo, di quella rosa sono rimasti solo Buffon, Chiellini e Marchisio. L’allenatore è Antonio Conte, che portato a Torino due scudetti e altrettante supercoppe italiane, un palmarès niente male. Ma l’avvenimento più significativo è che sopra quel numero dieci, sulla maglia bianconera non c’è più scritto Del Piero. Adesso c’è scritto Tevez. L’Apache ha raccolto un’eredità pesante e per ora in campionato sta ottenendo brillanti risultati(sei gol in dieci partite), ma in Champion’s League non ha ancora timbrato il cartellino e deve fare i conti con un digiuno che dura ormai da quattro anni e mezzo, dai tempi in cui militava nel Manchester United. L’attaccante argentino ha quindi tanta voglia di sbloccarsi e di far riecheggiare in eterno il suo nome nel cuore dei tifosi della vecchia Signora, regalandogli una notte da sogno come quella di cinque anni fa. Proprio come Alex.

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