Alfano lancia le primarie, i falchi: “traditore”

Il prossimo candidato premier del centrodestra sarà scelto con le primarie. Così si è espresso Angelino Alfano in un colloquio con Bruno Vespa, contenuto nell’ultimo libro del conduttore. L’ex delfino di Berlusconi rilancia il suo vecchio cavallo di battaglia: le primarie nel Pdl. Nel 2012 in un tweet dal tono trionfante le annunciava per il 16 dicembre, per poi tornare sui suoi passi allorché Silvio Berlusconi decise di ricandidarsi alla guida del centrodestra. La proposta del vicepremier, condita da stoccate ai falchi del partito, definiti estremisti, contribuisce ad alzare ancora di più la tensione interna di quella che era un tempo la Casa delle libertà.

L’argomento sembra essere stato oggetto addirittura di un faccia a faccia tra Alfano e il Cavaliere ad Arcore. Alfano politicamente si sente forte in questa fase, potendo contare sulla fazione moderata del Pdl, pur tuttavia vorrebbe evitare un braccio di ferro con l’ex premier e tentare ancora una volta di trovare una soluzione di compromesso. Le posizioni però restano molto distanti e non si può certo dire essere nata sotto una buona stella l’operazione ritorno al futuro di Forza Italia. Berlusconi con i suoi fedelissimi non ha gradito l’uscita del titolare del Viminale, parlando di una provocazione e tornando poi a criticare il modo di agire del segretario pidiellino. Secondo il Cavaliere, Angelino ha commesso un errore troppo grande da poter digerire.

Il riferimento è al voto di fiducia del 2 ottobre, quando il Cavaliere, messo sotto scacco dalle colombe, decise di dare il sostegno al governo ed evitare così fratture interne. Il punto dove le due anime antagoniste del Pdl non riescono a trovare una condivisione è il sostegno al governo Letta. Alfano si dichiara disposto a discutere di tutto e di tutti, ma su un aspetto non transige: l’appoggio incondizionato all’attuale premier. A differenza dei falchi, che prima di sedersi a tavolino, chiedono alle colombe la testa di Enrico Letta.

Il Cavaliere, tentato dal richiamare tutti ad un maggior riserbo, non esclude di mettere nero su bianco una appello alla sobrietà a tutte le anime del partito, con la minaccia di mettere automaticamente fuori dai giochi chi insiste con forzature strumentali. Berlusconi appare inoltre determinato ad anticipare a metà novembre (sabato 16 la data probabile) il consiglio nazionale in cui sarà sancito il passaggio a Forza Italia e l’azzeramento di tutti gli incarichi con Berlusconi unico leader. Il tutto finalizzato ad arrivare all’appuntamento del 16 novembre a ranghi più serrati possibile, in modo da presentarsi al voto sulla decadenza a palazzo Madama forte di un Pdl compatto. Se dovesse passare questa linea sembra probabile l’assenza delle colombe al Consiglio Nazionale, per evitare lo scontro e l’inevitabile scissione, che indebolirebbe l’intera compagine di centro-destra.Un accordo è tanto necessario, per cui la tensione non può che rimanere alta.

Ormai, come per legge naturale ad ogni azione corrisponde una reazione, così nel Pdl ad ogni dichiarazione segue una contro dichiarazione. Ad Alfano ha risposto stavolta l’onorevole Raffaele Fitto, che all’idea delle primarie ha opposto un no categorico con una dichiarazione contenuta sempre nel nuovo libro di Vespa, che, scherzosamente, si può definire un tweetbook: “Io ragiono sul dopo Berlusconi il giorno in cui Berlusconi autorizzerà il dopo”. Nel frattempo, in attesa di capire i tempi per il ritorno a Forza Italia, l’ex capo del governo sta lavorando alla nascita dei club azzurri. Novità dell’ultima ora è quella di ribattezzarli non più club Forza Italia, ma Forza Silvio. Forza Angelino non suona allo stesso modo.

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