Pawel Kuczynski presenta la sua arte satirica

Pawel Kuczynski è un artista polacco conosciuto nell’ambiente dell’arte contemporanea per il significato fortemente satirico delle sue opere. Difatti ogni suo quadro ha in sé un significato mirato a evidenziare un aspetto sociale o un personaggio dell’attualità. Il risultato finale è un’arte che arriva alla gente, spinta a riflettere su specifici fatti sottoposti all’opinione pubblica.

Pawel Kuczynski, nato a Szczecin nel 1976, ad appena trentacinque anni, si è laureato all’Accademia di Belle Arti di Posnan, aggiudicandosi nel corso della sua carriera ben novantadue premi in concorsi sia a livello nazionale che internazionale. L’ultimo che lo ha visto vincitore è il premio “Eruk” offerto dall’associazione Cartoonist in Polonia.

Punto di forza dell’artista è l’impatto che ha l’osservatore con le sue opere. Gli argomenti trattati sono molti e variegati, come lo sfruttamento minorile, la crisi economica, le lobby, la tutela dell’ambiente, il diritto degli animali. Il suo strumento di lavoro principale è essenzialmente l’ironia. Infatti alla sua prima osservazione le sue composizioni analizzano, con ironia, i grandi del mondo e nascondono in sé un forte significato emblematico ben concepito dall’osservatore. La scelta dei colori non è affatto casuale, anzi è tramite il colore l’artista si pone l’obbiettivo di creare una forte sensazione di angoscia, ansia, terrore, provocando la riflessione immediata e consapevole nell’osservatore.

Le sue creazioni si presentano come una sorta di connubio tra Gioia e Forattini, suscitando, come per loro, la reazione partecipe del pubblico che comprende appieno le assurdità e le contraddizioni delle istituzioni qui ironicamente rappresentate.

Il pensiero dell’artista è molto chiaro: “Mi considero un osservatore di tutto quello che succede intorno a me e credo che gli artisti possano trasformare tutto. Non sono un messaggero e non voglio cambiare le persone.”

Le sue opere girano il mondo ospitate da innumerevoli mostre non solo in Polonia, la madre patria, ma in tutto il mondo.

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