Il Napoli e la maledizione contro le grandi

Forse, Benitez ha ragione quando dice che il suo napoli ancora è al 75%. D’altronde, una squadra che nei primi 15 minuti letteralmente sbanda nelle sfide più importanti, non può che non ritenersi al top. Molto probabilmente quel 25% che manca è il carattere di un gruppo che non riesce ad essere all’altezza di certi eventi. Quando si tratta di tirare fuori gli attributi qualcuno viene meno e gli avversari ne approfittano. Quest’anno il Napoli ha steccato 3 grandi gare: Arsenal, Roma e Juventus; non è riuscito a superare gli esami fondamentali per dimostrare di essere una vera e propria big. Domenica sera a Torino, c’è stato un gol in fuorigioco (anche se di soli 21 cm) ma c’era tutto il tempo per reagire ed evitare almeno di fare una figuraccia. Invece, oltre ad un po’ di possesso palla e qualche brivido per Buffon, gli azzurri sono spariti dal campo permettendo alla squadra più forte del campionato di prevalere.

Fortunatamente per De Laurentiis e i tifosi napoletani, essendo solo ad inizio stagione, nulla è stato compromesso in chiave scudetto ma sarebbe stato importante poter essere all’altezza della Juventus in casa sua. Grazie al pari del Sassuolo con la Roma la vetta è a -4 mentre i bianconeri sono a +3, ma adesso il Napoli deve guardarsi anche le spalle dove Fiorentina e Inter non scherzano. Al di là dei tatticismi, Benitez deve capire bene che cosa scatta nella testa dei suoi calciatori quando ci sono da giocare delle supersfide. Lo spagnolo ha sicuramente bruciato le tappe dopo la rivoluzione estiva ma il suo gruppo deve imparare ad essere più continuo, altrimenti l’ottimo lavoro compiuto fino ad oggi non avrebbe più senso. Certo, il doppio impegno di sicuro non aiuta. Disputare campionato e Champions League porta via tante energie. Il ritmo europeo è diverso, serve più intensità e anche mentalmente ci si stanca di più. La coperta, poi, è un po’ corta. Se in attacco c’è l’imbarazzo della scelta in tutti gli altri settori non è così. Gli infortuni di Britos, Zuniga e Mesto hanno rovinato i piani di Rafa, evitandogli di adottare un turn over sistematico che inizialmente stava dando i suoi frutti. Per questo servono necessariamente degli innesti nel mercato di gennaio, soprattutto nella retroguardia-

Bisogna anche dire che un elemento come Hamsik non riesce a trovare una sua identità in questo Napoli. Inizialmente sembrava essere il tenore di una volta, quel campione capace di cambiare le sorti di una partita con delle giocate da campioni. Qualcuno inizia a criticare il suo carattere, gelido con le piccole, timido con le grandi. L’ultimo gol contro una big risale ad ottobre del 2011 in casa contro l’Inter, 25 mesi fa. Senza contare il fatto che lo slovacco non ha mai segnato una rete contro una grande del nostro campionato lontano dalle mura del San Paolo. A Torino ha perso abbondantemente il duello a distanza con Pogba. Il francese è sembrato essere di un altro pianeta e la prodezza sul terzo gol ne è la chiara prova. Davanti Higuain ha bisogno delle sue invenzioni per poter punire i portieri avversari, altrimenti è tutto inutile.

Adesso c’è la sosta, poi si riprende con il Parma, e il 26 novembre si va a Dortmund per disputare una gara da dentro o fuori in Champions League. Basta un pareggio per qualificarsi, ma si sa che il Borussia in casa è un avversario davvero duro. Allora quale migliore occasione per dimostrare che finalmente il Napoli è all’altezza dei grandi eventi?

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