Italia Under 21: gli azzurrini battono 3 a 0 l’Irlanda del Nord

L’Under 21 di Di Biagio ottiene tre punti importanti contro l’Irlanda del Nord e mostra segnali incoraggianti sul piano del gioco. Gli avversari sono poca cosa e fanno valere solo i loro centimetri; l’Italia ha interpreti qualitativamente superiori, ma tiene aperta una partita che andava archiviata ben prima. E’ questo il limite che gli azzurrini devono superare perché le tantissime occasioni sottoporta andavano capitalizzate, almeno in parte: l’Irlanda del Nord ha creato una sola clamorosa chance e l’ha sprecata (sarebbe stato l’1-1), ma altre formazioni più attrezzate come la Serbia, prossima avversaria dell’Italia, non saranno così clementi. Ora la classifica recita 9 punti e domani la stessa Serbia avrà un po’ di pressione in più contro il Belgio. Con i “Diavoli Rossi” è cominciata la scalata degli uomini di Di Biagio, che da quel successo firmato Battocchio hanno intrapreso la strada giusta. Ora, però, guai a fermarsi.

Quanto alla partita, l’Italia si scatena nel finale sull’asse Rozzi-Belotti e finisce per travolgere un’Irlanda del Nord che fin lì, pur con enormi limiti tecnici, era riuscita a tenere in bilico un match che in realtà non ha mai avuto storia. Troppa la differenza tra le due squadre in campo, una differenza che, dopo il gol capolavoro di Federico Viviani, centrocampista scuola Roma ora in forza al Pescara, si è concretizzata però solo dopo l’ingresso di Rozzi al 41’ della ripresa. L’attaccante campione d’Italia con la Lazio ha realizzato il 2-0 su assist di Belotti, con il centravanti del Palermo, fin lì sprecone ed egoista, a calare il tris in mezzo all’ormai sbandata difesa nordirlandese.

Non è stata una passeggiata quindi per Bianchetti e compagni, che hanno mostrato solo a sprazzi trame interessanti e hanno avuto il demerito di non chiudere prima i conti nonostante le diverse opportunità. Ma l’obiettivo della vigilia – la vittoria ad ogni costo – è stato centrato e allora gli Azzurrini possono concentrarsi sulla trasferta in Serbia di martedì, match cruciale (al pari di Serbia-Belgio di domani) per i destini europei.
Affrontare il muro irlandese innalzato da Magilton è tutt’altro che semplice: 8-9 giocatori nel giro di pochi metri e davanti alla propria area, spazi intasati e una fisicità superiore di base che per una ventina di minuti crea grattacapi alla formazione di Di Biagio, schierata con il consueto 4-2-3-1 che vede Belotti (gran momento nel Palermo) unica punta e il trio Politano-Battocchio-Fossati alle spalle. Quando aumenta i ritmi e attacca la profondita’, pero’, l’Under punge e piace: sulla sinistra si intendono molto bene Biraghi e Fossati. Al 26’ gli azzurrini passano con un capolavoro su punizione di Viviani: destro a giro che incoccia la traversa e non da’ scampo a Brennan. Nel finale l’onda d’urto azzurra: in contropiede segna Rozzi, appena entrato e servito da Belotti. Quindi il ‘Gallo’ diventa concreto e firma il tris. Buone indicazioni insomma, ma per la trasferta serba servirà più continuità.

Si è vista un’Italia che senz’altro può fare molto meglio, ma che alla fine ha prevalso su un avversario non alla altezza. Negli ultimi anni, infatti, l’Italia sta sfornando ottimi talenti da tener d’occhio. Solo 6 mesi fa la baby Italia è arrivata in finale degli europei, con una squadra piena di giocatori che sarebbero titolari in ogni squadra. Federico Viviani è uno di quei giocatori da tenere senza dubbio sotto osservazione. Ha sbloccato la partita di ieri, cominciata a toni troppo bassi dall’Italia, con una punizione con colpo da maestro. In mezzo, un lavoro svolto con diligenza e personalità. Il Pescara e soprattutto la Roma, proprietaria del cartellino, godono.

Per non parlare di Belotti, attaccante del Palermo che sta facendo un gran bene in serie B. Grande talento che troveremo tra qualche anno accanto a Balotelli e Giuseppe Rossi nella nazionale maggiore. Poi ci sono ovviamente Bardi, Biraghi, Antei, Fossati, Battocchio e lo stesso Rozzi. Ottimi giocatori con grandi prospettive già nel breve periodo. Ma purtroppo il problema è sempre lo stesso. Chi non segue il calcio in modo assiduo, non conoscerà sicuramente nessuno di questi giocatori. La spiegazione? La maggior parte di loro non ha un ruolo da titolare nelle squadre di serie A, e di conseguenza, poca esperienza a livello sia nazionale che Europeo. Basti vedere i campioni d’Europa della Spagna, che hanno battuto l’Italia in finale lo scorso Giugno. Molti di loro vantano decine e decine di presenze nelle più importanti squadre spagnole. Real Madrid e Barcellona ovviamente in primis. E la Juventus, Inter, e Milan? cosa offrono?

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