Siae, nel 2013 bene concerti e cinema. A picco il teatro

É tempo di crisi e in Italia il settore culturale invece che essere incentivato, essendo molto ampio e potenzialmente fruttifero, viene visto come un ulteriore costo. E questo perché invece di dare la possibilità ai teatri, alle associazioni culturali, ai cinema o ai musei di poter sopravvivere con le proprie gambe li si è abituati ad aggrapparsi ai fondi statali. Infatti ogni ente che è sul baratro del fallimento deve necessariamente essere salvato con un intervento statale. Sarebbe molto più efficiente dare la possibilità a quegli stessi enti di non arrivare al limite ma per esempio poter diminuire il prezzo d’entrata, fare agevolazioni o offerte speciali in modo da invogliare tutti ad entrare in un teatro o ad una mostra.

Mentre in Francia il Presidente Hollande idea un piano per risollevare il settore culturale, in Italia il mondo del teatro è al collasso; più dell’80% dei teatri italiani è sull’orlo del fallimento oppure guadagna giusto il necessario per coprire le spese. Se il balletto e la lirica ancora si mantengono stabili, sono la prosa, la rivista e la commedia musicale a pagare il conto più salato. In generale secondo i dati Siae del primo semestre di quest’anno, gli ingressi si sono ridotti del 4%, con una spesa minore del 7,2%.

Di contro però sembra esserci un leggero miglioramento nel mondo del cinema che registra un aumento degli incassi con un +3,95% forse dovuto anche al calo dei prezzi dei biglietti, merito di sconti in determinati giorni della settimana, carte raccolta punti o eventi in sala a un prezzo minore. Il prezzo medio del biglietto d’ingresso e’ diminuito del 4,63%, sottolinea la società diretta da Gaetano Blandini, osservando che il pubblico pare stia tornando nelle sale cinematografiche grazie a una oculata politica di contenimento del prezzo dei biglietti. Un pubblico che torna in sala però per pochi titoli, per la maggiore film d’animazione e commedie, come il fenomeno di Checco Zalone.

Un netto miglioramento si registra con i concerti di musica contemporanea per la maggior parte andati sold-out sia per artisti italiani che stranieri. I concerti vedono infatti, malgrado l’aumento del prezzo, anche un incremento degli ingressi del 9,7%. Tra gli spettacoli più redditizi, Bruce Springsteen e Bon Jovi nei loro concerti a Milano, mentre tra gli artisti italiani Vasco Rossi e Jovanotti.

Buono infine è l’incremento degli ingressi a mostre e fiere (+2,9%), probabilmente grazie alle numerose attività rivolte ai giovani, che invece spendono un po’ meno soldi per andare agli eventi sportivi, con un calo di entrate del 4,9%.