Altro duro colpo alla Terra dei fuochi, “Non si vendono più mozzarelle”

Serve più chiarezza riguardo le aree della terra dei fuochi, lo chiedono i produttori di mozzarella di bufala campana perché da un lato è legittimo tutelare il consumatore non vendendogli un prodotto nocivo, ma d’altra parte ci sono delle aree che continuano a produrre eccellenza.

La più grande preoccupazione è la generalizzazione, in questo periodo si rischia di fare di tutta l’erba un fascio e abbattere l’intera economia agroalimentare campana invece di isolare le aree a rischio ma continuando a consumare i prodotti caseari campani. Per questo i produttori avanzano incalzanti richieste per avere una mappatura delle aree pericolose, per sapere se continuare a produrre e per evitare che, a causa della paura dei consumatori, i loro prodotti rimangano invenduti sugli scaffali dei supermercati.

I produttori si sentono abbandonati a loro stessi, sensazione dimostrata dal drastico calo delle vendite verificatosi negli ultimi giorni anche per quanto riguarda i prodotti marchiati IGP, che sono sottoposti a controlli più rigidi e sono quindi più sicuri. In tutto questo l’amministrazione campana, alla quale sono state inviate lettere contenenti le richieste delle associazioni, latita dopo aver dato un termine di 48 ore (già sforato) per fornire la mappatura delle aree catastali interessate.

Dalla lettera indirizzata alla Regione Campania da parte dei produttori.
“L`emergenza legata ai fatti inerenti la Terra dei Fuochi è tale da richiedere risposte e azioni immediate a fronte di una nostra precisa richiesta su una formalizzazione ufficiale dell`elenco delle aree interessate, datata ormai diverse settimane fa, siamo ancora in attesa di una risposta”.

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