Claudio Bisio: dal nuovo film di Natale al possibile ritorno a Zelig

La sua simpatia è travolgente e il talento istrionico innegabile. In ogni progetto che abbraccia si lascia completamente coinvolgere, regalando un piacevole ricordo a chiunque abbia avuto la fortuna di lavorare insieme a lui. Claudio Bisio non si ferma mai: dal 1983, anno della sua prima consacrazione cinematografica nel film d’esordio di Gabriele SalvatoresSogno di una notte di mezza estate“, ha partecipato a tantissimi film di successo e lavorato con grandi nomi del cinema italiano, dimostrando di essere un interprete malleabile estremamente piacevole nelle commedie più leggere e nello stesso tempo profondo e credibile in opere più toccanti ed impegnate.

Insieme a Claudia Gerini, Raul Bova, Diego Abatantuono e Cristiana Capotondi è pronto a far divertire il pubblico con il nuovo film di Fausto BrizziIndovina chi viene a Natale?” che uscirà nelle sale italiane il 19 Dicembre. Con il regista romano ha già collaborato in altre tre pellicole ( Ex, Maschi contro Femmine e Femmine contro Maschi ) ed in questa brillante commedia natalizia vestirà i panni del nuovo compagno della Gerini, maestro elementare alle prese con gli scherzi e le perplessità dei figli e della famiglia di lei.

Il tema attuale dell’accettazione delle diversità, ben tollerata finché non arriva in casa propria, è trattato con estrema delicatezza e ironia, senza sfociare nella superficialità. Raul Bova infatti interpreta il fidanzato disabile di Cristiana Capotondi, che viene presentato al padre industriale Diego Abatantuono, tanto illuminato nella sua azienda quanto chiuso e diffidente con la propria figlia e il suo innamorato.

Oltre a questo cinepanettone (termine da usare con cautela in questo caso) Claudio Bisio è impegnato nella lavorazione di “La gente che sta bene“, tratto dal romanzo di Federico Baccomo, nel quale torna a recitare come in “Mediterraneo” con i due amici, oltre che colleghi, Diego Abatantuono e Claudio Bigagli. Una sinergia professionale che si riaccende dopo vent’anni in questa cinica commedia sull’umanità spietata della Milano d’affari, in continua lotta per la sopravvivenza.

E la televisione? L’anno scorso c’è stato l’addio al caro Zelig, che lo ha incoronato come mattatore indiscusso degli show comici del palisensto. Ma pare che per la nuova stagione 2014 il suo nome sia ancora in cima alla lista, anche se è lui stesso a frenare su alcuni punti fondamentali, come dichiarato a Repubblica:

Niente è stato ancora deciso. Con Gino e Michele ne parliamo. La parola ritorno mi frena. L’ho fatto dal ‘97 al 2012. Siamo stati all’avanguardia, oggi vorrei uno Zelig 2.0. Più coralità. Un cast fisso più riconoscibile, interazioni. Si chiama Zelig, deve adeguarsi ai tempi. Non è necessario farlo tutti gli anni, si fa quando hai un cast pazzesco. Sogno un’edizione d’eccellenza: Zalone, Barbera, Cucciari, Ficarra e Picone, Ale e Franz. Altrimenti meglio il cinema, vivo un momento felice

Il cinema quindi come obiettivo primario del suo futuro, ma anche il teatro per il quale ha deciso di abbandonare la tv e dedicarsi al progetto di rivisitazione personale del libro “Gli Sdraiati” di Michele Serra che racconta il conflitto contemporaneo e la difficoltà di comunicazione tra padri e figli, sempre più indecifrabili, risucchiati nel vortice di cellulari, internet e iPod.

Una lunga lista di progetti, come quella degli amici. Da Checco Zalone, nato e cresciuto sul palcoscenico di Zelig, con il quale un giorno potrebbe avverarsi l’idea di un film insieme, a Beppe Grillo conosciuto sul set di “Scemo di guerra” del regista Dino Risi:

Lì conoscemmo Coluche. Ho visto nascere in quelle sere, non dico la voglia di scendere in campo di Beppe, ma il fascino per quell’anarchico situazionista, pazzo vero che era Coluche, che si era presentato alle presidenziali francesi, anche se poi si era ritirato. Ma, per risponderle, Beppe lo preferisco come comico.”

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