La Coldiretti porta i maiali davanti al Parlamento

La Coldiretti ha portato i maiali davanti al Parlamento per protestare contro lo scempio del marchio made in Italy. Dopo il presidio di due giorni fa al Brennero, gli allevatori manifestanti hanno deciso di far sentire la loro voce a Roma. “In Italia due prosciutti su tre provengono da maiali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Germania e Spagna senza che questo venga evidenziato in etichetta” denuncia il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

L’idea per attirare la curiosità dei cittadini è stata quella di posizionare di fronte al Parlamento un gazebo insolito: maiali dentro un recinto. A lato un libro che raccoglieva le richieste di adozione per i suini: un modo simbolico per lanciare un allarme che ormai non si può più ignorare. La campagna natalizia della Coldiretti recita: “La battaglia di Natale: scegli l’Italia“. Più attenzione da parte dei consumatori, più interesse nel preservare la qualità di un marchio che vende in tutto il mondo ma che spesso anche nel nostro Paese viene deturpato e scarsamente considerato.

Incredibile il giro economico dietro al Made in Italy che vende tanto all’estero. Ma il problema è che molti, moltissimi dei prodotti venduti con il marchio sono delle “bufale” vere e proprie, assolutamente non DOC, IGP o DOP. Così è facile trovare a New York un prosciutto crudo che viene dalla Germania, che non è prosciutto ma che usa il nome “prosciutto” associato al colore rosso e il gioco è fatto. Ravioli che non sono ravioli, Pecorino Romano con nome italiano ma prodotto in America e così via.

In tempi di crisi anche gli italiani abbassano la guardia ed è così che i maiali allevati e che finiscono sulle tavole italiane di italiano hanno ben poco ovvero spesso solo la macellazione. Da qui il grido di allarme: “Un danno per i consumatori e un danno per gli allevatori impegnati a rispettare rigidi disciplinari di produzione per realizzare carne di alta qualità che non ha nulla a che fare con quella importata” dichiara Moncalvo, presidente di Coldiretti, perché poi a pagare sono sempre i primi della catena di produzione. Ecco perché per tutelare gli allevatori, il marchio di qualità Made in Italy e l’economia di esportazione dei prodotti alimentari sono necessarie maggiori restrizioni. Non si può permettere che i prodotti alimentari contraffatti o che aggirano la tracciabilità della produzione, macchino la reputazione del Paese e facciano chiudere molti allevamenti.

Molti i sindaci favorevoli a misure immediate così come il ministro per le Politiche Agricole Nunzia di Girolamo: ora si attendono risposte dal Parlamento.

[Foto: Ansa.it]

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