Gli auguri di Napolitano alle Alte Cariche non risparmiano nessuno

Biglietti di auguri natalizi direttamente dal presidente Giorgio Napolitano per Enrico Letta, Matteo Renzi, Beppe Grillo e Silvio Berlusconi. E non è detto che siano stati proprio tutti contenti di questo messaggio natalizio, visto che il discorso dell’inquilino del Quirinale è un mix sapiente di bastone e carota.

Il punto di partenza degli auguri di Napolitano è un forte richiamo a mantenere la coesione sociale, alla luce anche delle forti proteste in atto in questi giorni a partire dal cosiddetto movimento dei Forconi. “Le più elaborate previsioni 2014 segnalano un rischio diffuso di tensioni e scosse sociali: un rischio che deve essere tenuto ben presente e fronteggiato in Italia“, le parole del Capo dello Stato.

E da qui, il Presidente non lesina moniti ed avvertimenti. Il primo generale rivolto all’intera classe politica. “Le Assemblee sono il pilastro della nostra democrazia e spero che possa affermarsi in ogni momento un clima di civile confronto ed impegno nei confronti dei diritti delle forze che vi sono rappresentate nell’affermazione delle regole che si si sono date“, in altri termini di proseguire – semmai fosse iniziato – nel cammino delle Riforme istituzionali. Superamento del bicameralismo paritario “snellimento del Parlamento, semplificazione del processo legislativo sono ormai questioni vitali per la funzionalità e il prestigio del nostro sistema democratico“.

Prosegue poi con la Legge elettorale “per rafforzare il principio maggioritario che l’Italia ha assunto dal 1993 come regolatore di una operante democrazia dell’alternanza“, con un accordo da ricercare, in primis, “nella maggioranza ma anche con tutte le forze dell’opposizione“. E Renzi avrà sicuramente gioito, forse un po’ meno il premier Letta.

Anche se il messaggio successivo, lo avrà sicuramente reso più contento perché di fatto tende a blindare il governo. “E’ importante che l’Italia continui a essere governata nel 2014. L’Europa ci guarda e bisogna nutrire la stabilità piuttosto che l’aspettativa di nuove elezioni anticipate dall’esito più che dubbio. Le sorti del governo poggiano sulle sue forze e sono legate al rapporto di fiducia con la sua maggioranza. Il presidente del Consiglio si è presentato in Parlamento per una nuova investitura ottenendo la fiducia che le due Camere gli hanno accordato anche in funzione di un patto di coalizione per il 2014 di tale patto sono stati anticipati elementi concreti e qualche significativa deliberazione è subito stata eseguita. Il giudice di tali intenti è come sempre il Parlamento“.

In coda i moniti veri e propri contro i leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, e di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Ad entrambi, Napolitano riconosce che non c’è dubbio “che l’Italia abbia conosciuto mutamenti incalzanti sulla scena politica ancora lontani dall’assestamento e con incognite ancora non decifrabili“. Ma “le estremizzazioni non giovano a nessuno e possono solo causare guasti nella vita democratica“. Occorre una riforma della Giustizia, considerate le “condizioni disumane delle carceri“, ma nessuno è “autorizzato ad evocare immaginari colpi di Stato a cui non saremmo estranei“.

Ma il vero asso nella manica, il Presidente se lo riserva parlando di se stesso. “Io doverosamente non mancherò di rendere nota ogni mia ulteriore valutazione della sostenibilità, in termini istituzionali e personali, dell’alto e gravoso incarico affidatomi“. In altri termini, se c’è qualcuno che vuole far saltare il banco prima della primavera del 2015, potrebbe trovarsi di fronte ad una scelta radicale del Presidente, le sue dimissioni immediate. Del resto, lo stesso Napolitano ha legato l’accettazione per il suo secondo mandato alla larghe intese. Si dirà che ora si sono leggermente ridotte, sia in termini numerici che di consenso, e forse proprio per questo il Capo dello Stato ha inteso ricordate a tutti che esiste anche questa variabile nel già movimentato e dinamico quadro politico italiano.

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