L’università moderna si pagherà in Bitcoin

Tutti conosciamo il valore dei soldi, pochi però sono a conoscenza di una nuova valuta parliamo dei Bitcoin, una valuta virtuale, che può essere usata per comprare oggetti concreti come il cibo. Chiunque di noi può crearne ma, il particolare che la contraddistingue é il non essere soggetta al controllo delle banche.
In queste settimane se ne parla molto e per diverse ragioni, ne abbiamo parlato anche noi recentemente.
Una cosa è sicura: la novità è destinata a svilupparsi e potrebbe nel tempo rappresentare una fonte di denaro per ciascuno di noi.

Bitcoin è una valuta elettronica nata nel lontano 2009, creata da Satoshi Nakamoto, pseudonimo di un’inventore la cui vera identità è ancora sconosciuta.
La creazione e lo scambio di questa moneta avvengono tramite il protocollo peer-to-peer ed il suo valore cambia costantemente. A maggio del 2012, ad esempio, un Bitcoin valeva 2 dollari, mentre oggi ne vale più di 175.

Come si è già detto con questa moneta è possibile comprare beni di largo consumo e sono sempre di più i fornitori i tutto il mondo che lo accettano come modalità di pagamento, ma è anche possibile venderla in cambio di denaro corrente (euro o dollari, ad esempio).
Naturalmente la possibilità di coniarne di nuovi non è infinita, c’è un limite preciso, cioè 21 milioni di unità.
Non esiste, almeno per ora, nessuna legge che vieti questo tipo di valuta ma, nemmeno nessuna norma che ne gestisca il traffico. Infatti le caratteristiche di localizzazione e l’utilizzo di una rete P2P come circuito rende la regolamentazione e il controllo quasi impossibili.

Questa rimane una realtà ancora giovane, e sconosciuta ai più rendendo il dibattito sulla valuta privo di condizionamenti di ogni sorta. L’argomento, d’altronde, risulta economicamente interessante, dato che in una prospettiva futura potrebbe avere notevoli implicazioni.

La crisi economica, gli scandali bancari e le difficoltà dei diversi paesi europei e non, hanno reso evidenti le gravi pecche presenti nel nostro sistema finanziario.
Per questo nelle università di Cipro che, rimandando la memoria a diversi mesi fa è stata economicamente messa in ginocchio dai debiti del paese, costringendo il Governo a mettere in atto una politica di prelievo sui conti superiori ad un certo reddito, si è decisa una nuova politica per far fronte alle tasse scolastiche.

La moneta digitale entra per la prima volta in un ambito accademico e succede negli atenei di Cipro.
La University of Nicosia (UNic) infatti ha deciso di permette ai propri studenti, circa 5000, di impiegare i Bitcoin per sopperire alle tasse universitarie. L’università è la prima ad adottare una decisione così netta e insieme all’ammissione della tipologia di pagamento ha deciso di rendersi parte attiva nella diffusione a livello mondiale della moneta digitale.

Nella primavera 2014 verrà anche introdotto un nuovo corso di laurea in “Digital Currency”, al fine di formare personale qualificato sia nel pubblico, quanto nel privato per una migliore comprensione e gestione di queste nuove valute. I nuovi sistemi finanziari offerti dalle monete digitali aprono le porte a nuove e chissà forse infinite possibilità.

L’ateneo che si rende cavia per questo esperimento però non è pubblico bensì privato.
Quindi al fine di dare vita ad un vero e proprio cambiamento la University of Nicosia tenta di convincere il Governo di Cipro a diventare un faro mondiale per le nuove attività bancarie, legate allo scambio di Bitcoin, facendo in modo che anche altri paesi si interessino agli sviluppi dell’iniziativa. Purtroppo però le continue oscillazioni della moneta fanno sì che questa sia inadatta ad un uso pratico nella vita di tutti i giorni ma il vero progetto è quello di istruire i propri studenti e quelli stranieri a farne un giusto uso.