Capodanno sicuro, tra sensiblizzazione ed iniziative

Chi spara botti a capodanno, spara botti tutto l’anno“. Messa così, sembra difficile invertire questa tendenza; eppure, le numerose campagne di sensibilizzazione degli ultimi anni forse sono riuscite a scalfire anche le convinzioni dei più incoscienti, considerando che ormai le regole basilari per un capodanno sicuro sembrano essere abbastanza note a tutti.

Nel dubbio, sul sito della Polizia di Stato c’è una pagina dedicata esclusivamente alla prevenzione in materia. Si rimanda al canale Youtube della Polizia, dove viene spiegato come maneggiare fuochi artificiali, vengono riportati consigli, suggerimenti ed avvertenze degli esperti nel settore, oltre ad approfondimenti sulle vendite illegali di botti. Va infatti ricordato che i danni sono dovuti in parte all’uso scorretto dei botti legali, ma contribuiscono anche le migliaia di botti illegali e taroccati che annualmente vengono sequestrati.

Per avere un’idea chiara di quanto le notizie dei telegiornali, con il classico “bollettino di guerra” di Capodanno, siano nascoste dietro l’angolo, sul sito viene riportata anche la lista di chi già si sta pentendo amaramente degli incidenti che avrebbe potuto evitare: un ragazzo di 25 anni ha perso un braccio durante i festeggiamenti per una ricorrenza locale, mentre a Paternò (Catania) un altro ha subito l’amputazione della mano sinistra a causa dell’esplosione di un potente petardo, la notte di Natale.

Non solo, anche la lista dei sequestri è già troppo fitta. “A Taranto – si legge nel sito – gli agenti della Squadra mobile hanno arrestato un 37enne perché, nascosti in un deposito nel cortile della sua casa, aveva più di 3 mila fuochi d’artificio illegali pronti per essere venduti, in totale 150 chili di materiale altamente pericoloso, e quattro botti artigianali ognuno del peso di quasi 2 chili. Non passa giorno senza che le forze dell’ordine sequestrino tonnellate di fuochi illegali“. E infatti è da Natale che la Polizia sequestra materiale pirotecnico non conforme alle normative: è successo a Terracina, dove è stato sequestrato un quintale e venti chili di botti illegali. Ma diciassette chili di giochi pirotecnici sono stati sequestrati anche nei mercatini di Natale a Palermo.

I rischi, dunque, si conoscono, ma se ciò non dovesse bastare, innumerevoli testate locali non si stancano di ripetere le più elementari norme di sicurezza: assicurarsi che i prodotti acquistati riportino il marchio CE, non lasciarli in tasca o negli zaini per evitare che si sfreghino tra loro, accedere fuochi solo fuori casa, chiudere le finestre dei propri appartamenti, accendere i botti solo dopo averli appoggiati a terra ed allontanarsi immediatamente, calcolare bene la traiettoria, tener conto di quanto e verso quale direzione soffi il vento, non utilizzare più volte un razzo che precedentemente non si è acceso.

Chiarito che i botti possono essere pericolosi per gli esseri umani, forse non si è ancora parlato abbastanza di quanto possano esserlo anche per gli animali.
Dudù parla per tutti: “Io ho paura! Bau!“. Nella nuova onnipresenza del Cavaliere, anche il suo barboncino si impegna nel sociale, con vignette pubblicate sulla sua pagina facebook in cui, fotografata nelle pose più dolci, implora gli italiani di evitare a lei e agli altri animali il terrore che l’esplosione di un botto può provocare.
Ovviamente, Dudù non è sola: anche il WWF è intervenuto sulla questione, rimarcando il fatto che “viene data vasta e giusta risonanza alla pericolosità dei botti per l’incolumità pubblica e personale. Purtroppo, ogni anno, assistiamo ad un fenomeno, assai trascurato che è quello di molti e purtroppo in diversi casi anche di incendi boschivi o di seri danni alla vegetazione in ambito urbano, causati dall’utilizzo di ordigni pirotecnici“.

È il caso quindi di soffermarsi anche sui danni ambientali.
Di grande pericolosità sono tutti quegli artifici, anche apparentemente banali, che possiedono una più o meno grande gittata (fischioni, bengala, razzi, ecc.). Ovviamente anche qualsiasi ordigno che produca fiamma (petardi, raudi, candele, ecc.) possono, se utilizzati sconsideratamente, appiccare incendi. È da evitare assolutamente l’utilizzo di tutti questi ordigni in presenza di vegetazione, soprattutto in prati ed in aree boscate“.

Una bella iniziativa è quella promossa dall’agenzia Piero Rodio Experience, con l’ausilio dell’A.N.P.A.N.A. Lecce, associazione di guardie eco-zoofile e sostenuta dall’Amministrazione Comunale. Quest’anno al posto i classici botti di San Silvestro, pericolosi quanto chiassosi, ci saranno silenziose e suggestive lanterne di riso, gonfiate come tante piccole mongolfiere e lasciate libere di librarsi in volo. Tutte insieme, andrebbero a costituire uno spettacolo forse più lento dei fuochi che schizzano in aria veloci e colorati, ma di sicuro anche più pacifico e tranquillizzante per tutti: uomini, animali e ambiente.