Il Signore degli Anelli, che fine ha fatto Viggo Mortensen

Era Aragorn nel Signore degli Anelli, di cui stasera va in onda “Le Due Torri”. Viggo Mortensen si è poi fatto notare e apprezzare anche per molto altro.

“Le due Torri”, secondo capitolo della trilogia del Signore degli Anelli, è il film in programma stasera alle 21:45 su Canale 5. Diretto da Peter Jackson all’inizio degli anni Duemila accrebbe, come anche gli altri due film della saga, la popolarità di molti attori e attrici che presero parte al progetto. Nessuno tra questi era molto più noto degli altri: Elijah Wood, Orlando Bloom, Ian McKellen, Cate Blanchett, Liv Tyler e altri. La reputazione di tutti ne uscì straordinariamente migliorata.

L’interpretazione dello statunitense Viggo Mortensen, all’epoca quarantaquattrenne, riuscì in particolare a emergere tra molte per la profondità del personaggio. Nella saga interpreta Aragorn, erede al trono di Gondor, nel regno degli Uomini. È un personaggio in esilio che riscopre il suo destino legandolo a quello della Compagnia dell’Anello. Nel film “Le Due Torri” prosegue la sua missione insieme all’elfo Legolas, il nano Gimli e lo stregone Gandalf andando in aiuto della terra di Rohan, pesa d’assalto dalle forze di Sauron.

Il secondo capitolo della trilogia del Signore degli Anelli ottenne sei candidature alla cerimonia degli Oscar del 2003. Vinse il premio per il miglior montaggio sonoro e quello per gli effetti speciali. Viggo Mortensen ottenne a sua volta diverse candidature ai Satellite Award, ai Saturn Award e agli MTV Movie Award. L’anno seguente, dopo aver interpretato Aragorn anche nel premiatissimo capitolo conclusivo della trilogia, Mortensen scelse un percorso molto lontano dallo stereotipo dell’attore strapagato di Hollywood.

Nato a Manhattan da madre statunitense e padre danese, Viggo Mortensen aveva lavorato prima del Signore degli Anelli come attore in diversi film. Alcuni tra questi – come “Carlito’s Way”, “Allarme rosso” e “Soldato Jane” – ottennero anche un discreto successo, ma Mortensen vi interpretava parti minori.

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Viggo Mortensen, la carriera dopo il Signore degli Anelli

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Viggo Mortensen a Città del Messico, il 4 novembre 2003 (© Getty Images)

Dopo la trilogia di Peter Jackson Viggo Mortensen si fece notare per la sua collaborazione con David Cronenberg, uno dei registi americani viventi più noti e studiati anche in Europa, in tre film molto apprezzati dalla critica. Interpretò un introverso e misterioso padre di famiglia in “A History of Violence”, nel 2005. Due anni dopo rimediò una candidatura all’Oscar come migliore attore protagonista per la parte dell’autista di un’organizzazione criminale russa in “La promessa dell’assassino”. E infine, nel 2011, interpretò Sigmund Freud nel film “A Dangerous Method”.

In tempi più recenti Viggo Mortensen ha ottenuto una nuova nomination agli Oscar, nel 2017, per la sua parte nel film di Matt Ross “Captain Fantastic”. Anche in questo caso interpretò un padre di famiglia, ma in un contesto completamente diverso, lontano dalla civiltà e da unico genitore dei suoi sei figli. Anche grazie all’interpretazione di Mortensen, “Captain Fantastic” fu uno dei film più applauditi al Festival di Cannes del 2016, e Matt Ross vinse il premio per la miglior regia.

Nel 2018, nel film “Green Book” di Peter Farrelly, Viggo Mortensen ha interpretato la parte di un autista che nell’America degli anni Sessanta instaura un profondo e autentico rapporto di amicizia con un pianista afroamericano.

Viggo Mortensen vive in Spagna, dove si è trasferito dopo essersi innamorato della sua attuale compagna, l’attrice spagnola Ariadna Gil. È descritto da giornalisti e addetti come una persona estremamente gentile e disponibile, oltre che generosa e colta. Parla sette lingue, è un appassionato di equitazione, e in certi giri è anche conosciuto per il suo lavoro come fotografo, poeta e musicista.