Sciopero braccianti: i motivi della protesta dei lavoratori agricoli
Sciopero braccianti: i motivi della protesta dei lavoratori agricoli

Sciopero braccianti: i motivi della protesta dei lavoratori agricoli

Sciopero braccianti: i lavoratori agricoli immigrati incrociano le braccia. Manifestazione che arriverà alla prefettura di Foggia per protestare contro il decreto Rilancio

Sciopero braccianti per un giovedì turbolento in Puglia. I lavoratori agricoli immigrati si metteranno in marcia da San Severo per giungere fino alla Prefettura di Foggia attraversando le campagne. Nel mirino il Decreto Rilancio, che non avrebbe accontentato tutti evidentemente.

I braccianti contestano la mancata regolarizzazione dei migranti impegnati nei campi agricoli italiani senza contratto o sprovvisti di permesso di soggiorno ma non rientranti per motivi burocratici nella sanatoria. Non sono stati considerati sufficienti, quindi, i provvedimenti voluti dal ministro per le politiche agricole Teresa Bellanova.  La ministra è apparsa battagliera più che mai nel governo per la lotta al caporalato e sulla regolarizzazione.

Lo sciopero dei braccianti, promosso da Aboubakar Soumahoro, sindacalista usb, ha visto l’adesione anche delle Sardine e vedrà la consegna da parte dei braccianti della frutta e della verdura raccolta nei campi e che rischiava di marcire.

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Sciopero braccianti: ecco le norme previste nel Decreto Rilancio

Sciopero braccianti Teresa Bellanova
Teresa Bellanova (Getty Images)

Nel Decreto Rilancio è l’articolo 103 a determinare i rapporti di lavoro relativi alla categoria dei braccianti.

I datori di lavoro, versando un contributo forfettario di 500 euro per lavoratore, potranno regolarizzare i cittadini stranieri presenti in Italia. Non potranno percorrere questa strada i datori di lavoro che in precedenza sono stati accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina da e per l’Italia; Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro gli altri reati.

Gli immigrati, il cui permesso di soggiorno sia scaduto lo scorso 31 ottobre, potranno chiedere un permesso temporaneo di sei mesi che potrà essere trasformato in permesso di soggiorno per motivi di lavoro qualora venga presentato un contratto di lavoro subordinato. Gli stranieri, però, dovranno dimostrare di aver lavorato nel campo dell’agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse; assistenza alla persona, lavoro domestico, antecedentemente al 31 ottobre 2019 e di non aver lasciato il Paese dall’8 marzo 2020.

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Decreto Rilancio: i dubbi dei braccianti agricoli e dell’Usb

Il sindacato Usb contesta il decreto Rilancio definendolo ricco di sbarramenti, come l’impedimento di permesso di soggiorno per emergenza che darebbe la possibilità di ricevere il medico di base e l’iscrizione all’anagrafe. Come se non bastasse, il dl non regala incentivi ai datori di lavoro, mentre per la Coldiretti è necessario istituire corridoi verdi perché la regolarizzazione interesserà i lavoratori solo a settembre. La Bellanova però ha rassicurato sulla disponibilità degli stranieri fin da subito.