Ergastolo in appello per Alessandro Garlaschi: uccise una 19enne
Ergastolo in appello per Alessandro Garlaschi: uccise una 19enne

Ergastolo in appello per Alessandro Garlaschi: uccise una 19enne

Ergastolo in appello per Alessandro Garlaschi: l’uomo aveva ucciso una 19enne con 85 coltellate nel febbraio del 2018. Respinta infermità mentale

Ergastolo in appello per Alessandro Garlaschi che ha visto confermare la condanna all’ergastolo anche in secondo grado. Il tranviere milanese, nel febbraio del 2018, uccise una giovane ragazza 19enne, Jessica Valentina Faoro. Un omicidio brutale, considerato come l’uomo rifilò ben 85 coltellate alla povera e giovane donna, con il crimine commesso nell’appartamento dell’uomo.

Il tranviere, collegato con l’aula in videoconferenza, aveva chiesto scusa promettendo di lavorare e “risarcire il danno” in caso di scarcerazione. Respinta invece la richiesta della difesa che ha provato a giocare la carta dell’infermità mentale, suffragata dalla perizia dello psichiatra Alessandro Meluzzi.

La Corte d’Assise d’Appello, invece, ha accolto le richieste di Daniele Meliota, sostituto pg. La donna aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado del dicembre 2018 che aveva già condannato all’eragosto l’uomo. Francesca Santini, avvocato della difesa, ha però già annunciato il ricorso per Cassazione, pronta ad impugnare la motivazione dopo aver letto le motivazioni.

Il processo, dunque, arriverà fino al terzo grado di giudizio. Intanto la Corte di Appello ha confermato anche i risarcimenti economici per un totale di 125mila euro (50mila al fratello, 25 a padre e madre della ragazza ed al Comune di Milano costituitosi parte civile).

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Ergastolo in appello per Alessandro Garlaschi: la causa dell’omicidio

auto della polizia
auto polizia (Getty Images)

Come abbiamo ricordato, Alessandro Garlaschi uccise la povera donna con ben 85 coltellate. Il raptus dell’allora 39enne sarebbe partito al rifiuto di Jessica Valentina nell’intrattenerlo con giochi erotici.

La ragazza aveva già mostrato segnali di insofferenza, chiedendo, una settimana prima dell’omicidio, aiuto ai carabinieri. Era infatti stanca delle molestie subite ed aveva lasciato l’appartamento dell’uomo. Una sola notte è durato il tutto, perché la donna si era fatta abbindolare dalle promesse dell’uomo circa un suo cambio nel comportamento.

La madre della ragazza, alla lettura della sentenza, si è lasciata andare ad un duro sfogo. Ammettendo come giustizia fosse stata fatta, ha anche voluto sottolineare come l’ergastolo non fosse sufficiente per quell’uomo.

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