Stupro su una sedicenne, il giudice: “Uno sfogo sessuale”
Stupro su una sedicenne, il giudice: “Uno sfogo sessuale”

Stupro su una sedicenne, il giudice: “Uno sfogo sessuale”

Uno stupro ad una sedicenne da parte di tre giovani: il giudice che ha tenuto il processo ha derubricato il reato definendolo “uno sfogo sessuale”

“Uno sfogo sessuale“: è questa la motivazione che ha portato il giudice di un processo per stupro a derubricare il reato. Il caso fa riferimento al caso di tre giovani in Argentina, accusati di aver aggredito una giovane ragazza di sedici anni durante una festa a Playa Union. Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, i tre abusarono della minorenne quando questa era incosciente. Ora è arrivata la decisione del giudice di Rawson, Fernando Rivarola, che fa sicuramente discutere. Il reato è stato derubricato da stupro in concorso ad abuso sessuale semplice. Una decisione che ha come conseguenza una forte riduzione della pena. Nel primo caso si arriva anche a 20 anni di carcere, nel secondo i giovani – se condannati – potrebbero vedersi infliggere tre anni con la condizionale e quindi non finire neanche in prigione.

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Stupro diventa sfogo sessuale, i tanti ritardi del processo

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La scritta NiUnaMenos, movimento contro la violenza sulle donne (Getty Images)

Grandi discussioni  sulla scelta di derubricare lo stupro a sfogo sessuale da parte del giudice, anche perché il caso ha già visto molti ritardi. L’episodio è avvenuto nel 2012 ma – secondo i media locali anche perché i tre accusati fanno parte di famiglie di politici e imprenditori – l’istruttoria è partita soltanto nel 2019.

Il giudice Rivarola ha riconosciuto il fatto che l’abuso sessuale sia avvenuto con la ragazzina incosciente, ma ha deciso di procedere per semplice abuso, riconoscendo l’atto come “sfogo sessuale”. Eppure la stessa sedicenne aveva raccontato le pressioni ricevute fin da subito dai tre ragazzi per evitare di denunciare l’accaduto. Ora il caso – sollevato soprattutto dal movimento ‘NiUnasMenos’ passerà nelle mani di un gran giurì, come richiesto dal governatore di Chubut Mariano Arcioni: toccherà al grand giurì valutare il comportamento del giudice.

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