Bielorussia, Lukashenko vince le elezioni con l’80,23%

Nelle prime luci di stamani arriva l’esito dalla Bielorussia: Aleksandr Lukashenko vince le elezioni presidenziali con l’80,23& dei voti.

Dopo giornate di attesa arriva l’esito delle elezioni presidenziali in Bielorussia: con l’80,23% dei voti vince il Alexander Lukashenko, da molti considerato e definito “l’ultimo dittatore d’Europa”. A rendere nota la vittoria l’agenzia di stampa locale. Lukashenko, al potere dal 1994, è un ex militare delle forze armate sovietiche. La vittoria di oggi equivale al suo sesto mandato a capo del Paese dell’Est Europa. La sfidante e leader dell’opposizione, Svetlana Tikhanovskaya, si sarebbe fermata sotto la soglia del 10%: esattamente attorno il 6,8%. Votazioni che, però, hanno visto lo svolgersi di diversi scontri, sia verbali che in piazza, con l’accusa al nuovo e per la sesta volta eletto presidente Lukashenko di “pilotare” un sistema che non prevede uno svolgimento libero e democratico. Processo denunciato anche da osservatori internazionali, i quali, quest’ anno, non sono stati ammessi nel Paese.

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Elezioni in Bielorussia: la leader dell’opposizione scesa in campo in “onore” del marito

elezioni bielorussia Svetlana Tikhanovskaja
Svetlana Tikhanovskaja, leader del partito d’opposizione per le elezioni in Bielorussia del 2020 (Foto Facebook Светлана Тихановская)

Si chiama Svetlana Tikhanovskaya, la leader del partito d’opposizione che non è riuscito a imporsi su Alexander Lukashenko. Quest’ultima si era detta ottimista in vista dei risultati finali:La fine di Lukashenko è vicina. La Bielorussia si è svegliata”. Denunciando anche un “difettoso e insano” svolgimento delle elezioni stesse. La ragazza in questione, definita anche la “Giovanna d’Arco” della Bielorussia, era scesa in campo in “onore” del marito. Di fatto, nel corso della campagna elettorale, il “vero” candidato e sfidante “dell’ultimo dittatore d’Europa” era Serghej Tikhanovskij, un vlogger. Fatto arrestare, si era poi ritirato dalla corsa per un posto al potere. Al suo posto è subentrata la moglie, da subito pronta a usare parole forti e di condanna. Nemmeno questo gesto, però, è servito a “svegliare” (a detta sua) la Bielorussia.

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