Tamponi a tappeto, cosa faranno le regioni in autunno

Tamponi a tappeto, il piano per prevenire i maggiori contagi in autunno – quando ci sarà anche la classica influenza – è fare moltissimi test al giorno

Tamponi a tappeto, tutti guardano con timore all’autunno quando, secondo gli esperti, potrebbe esserci la famosa seconda ondata (anche se in questi giorni si registra purtroppo un aumento dei contagi), mischiata all’influenza classica di stagione.

Il governo e le regioni si stanno preparando e in alcune parti del paese già sono iniziati i tamponi a tappetto, strumento principale – insieme alla cautela e al rispetto delle norme anti-covid, ovviamente, per prevenire la diffusione del virus.

In questi giorni si è registrato un aumento delle persone contagiate anche perché maggiori sono stati i tamponi effettuati. Nella giornata di ieri sono stati sottoposti a test 94 mila persone e infatti c’è stato anche il numero più alto di contagiati registrati dal lockdown.

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Tamponi, il Veneto punta a farne 35 mila al giorno

Il Governatore del Veneto Luca Zaia (Getty Images)

Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Lazio sono le regioni con il più alto numero di contagiati. Nella prima ieri sono stati effettuati il 20% dei tamponi avvenuti in tutta Italia. La strategia per ottobre è proprio questa: aumentare esponenzialmente il numero dei tamponi.

Quasi 18 mila test ieri in Lombardia, più di 15 in Veneto, 10 mila in Emilia Romagna e Lazio.

Per i prossimi mesi il piano del Veneto prevede 35 mila tamponi al giorno, programma ambizioso ma necessario e fortemente voluto dal governatore Luca Zaia.

Alessio D’Amato, assessore alla Sanità nel Lazio, ha parlato di record di test effettuati ieri ma vuole aumentare il numero giornaliero.

“Dal 28 settembre arriveremo a una potenzialità di 20 mila tamponi al giorno“,ha detto invece Raffaele Donini, assessore alla Sanità in Emilia Romagna.

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