Riapertura scuola, certificato medico: l’appello dei presidi

La riapertura della scuola si avvicina. In tutta Italia la data ufficiale per il ritorno sui banchi è fissata peri 14 settembre. Lunedì alunni sui banchi: ma in caso di assenze servirà il certificato?

Ci si avvicina alla data della riapertura delle scuole. Il 14 settembre ormai incombe e forse mai come quest’anno la maggior parte degli alunni in tutta Italia attendevano con trepidazione di poter tornare in classe. La ripresa delle lezioni sarà accompagnata da timori e dubbi per quanto riguarda l’eventuale salita dei casi di contagio da Covid, ma anche la speranza è molta, con l’auspicio di poter tornare presto alla normalità.
In varie regioni del Paese, tra le quali Puglia, Calabria e Campania, si tornerà a scuola solamente una settimana dopo la data fissata dal Governo. In tutta Italia, comunque, ci si appresta a vivere nuovamente la ripresa delle lezioni. Uno dei dubbi che accompagna il nuovo inizio riguarda l’eventuale necessità di presentare il certificato medico in caso di assenza. Ci sarà un ritorno al passato?

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Riapertura scuola: i presidi fanno chiarezza sul certificato

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Lucia Azzolina – foto di Getty Images

L’attenzione sarà massima per quanto riguarda lo stato di salute degli alunni così come del personale scolastico. Intanto i presidi hanno lanciato un appello per quanto riguarda i provvedimenti da prendere in caso di assenza prolungata dei ragazzi, tra questi la necessità di presentare il certificato medico.

Obbligo di presentare il certificato medico per essere riammesso in classe dopo tre giorni di assenza: questa la richiesta dei presidi italiani. Contrariamente a quanto avveniva in passato, oggi non è più obbligatorio presentare il certificato medico in caso di assenza prolungata degli alunni.

La richiesta dei presidi è quella di rendere nuovamente obbligatorio questo provvedimento.
Nel frattempo in tutta Italia sono stati sottoposti al tampone, nelle ultime settimane, quasi 500 mila dipendenti scolastici. Di questi 13000 sono risultati positivi e ritarderanno il loro ritorno negli istituti.

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