Ritorno a scuola, le bufale che avvelenano i pozzi sui social

Ritorno a scuola tra ritardi, novità e polemiche: sui social si rincorrono le bufale, le fake news cui prestare attenzione

Ritorno a scuola in Italia
Un’aula di una scuola italiana (Getty Images)

Il ritorno a scuola è ormai iniziato. In gran parte d’Italia bambini e ragazzi dopo sette mesi di assenza hanno ripreso confidenza con aule e banchi (nuovi o vecchi poco importa). Un ritorno accompagnato da ritardi, polemiche e anche bufale. Diverse le fake news che sono circolate sui social nelle ultime settimane. Notizie non vere o comunque manipolate che hanno gettato nel panico le famiglie italiane.

Quella che ha fatto scattare l’allarme rosso è relativa al bambino con i sintomi covid. Sui social è diventato virale il post in cui un genitore negava l’autorizzazione al personale sanitario di prelevare il proprio figlio da scuola, in caso di sintomi covid appunto, anche prima dell’arrivo dei genitori. Una sorta di prelievo forzato che, ovviamente, ha mandato nel panico alcuni genitori che hanno ‘abboccato’ alla bufala. Nulla di tutto questo, come lo stesso dicastero di viale Trastevere ha dovuto specificare con una nota ufficiale.

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Riparte la scuola tra ritardi e polemiche, occhio alle fake news

bufale scuola
Alunni in classe in una scuola di Torino (Getty Images)

Sempre presenti negil ultimi mesi di discussione sulla scuola anche le bufale sui problemi di salute che provocherebbe indossare le mascherine da parte di bambini e ragazzi. Un tema a lungo dibattuto da CTS e Ministero che ha portato alla fine a decidere per l’obbligo per i bambini di più di sei anni tranne quando sono seduti al banco e distanziati dai compagni.

E come non parlare di quanto accaduto in occasione del primo giorno di scuola, caratterizzato da una foto che ha fatto il giro di web e quotidiani. Si tratta dei bambini dell’istituto Compresivo Castelletto di Genova ritratti a disegnare in ginocchio a terra utilizzando le sedie come banco. Una notizia vera, come spiegato dal dirigente scolastico in un comunicato, ma manipolata da chi l’ha voluta denunciare e farla diventare un caso mediatico. “Bambini che disegnano sereni in libertà” si legge nella nota, dove si parla di gioco e non manca anche una ‘tirata d’orecchie’ all’insegnante che ha fatto circolare l’immagine, dando il via alle polemiche.

Quelle che non mancano di accompagnare i ragazzi in questo difficile ritorno a scuola. Di problemi ce ne sono, e anche molti, non servono certo fake news e avvelenatori di pozzi per complicare ulteriormente le cose.

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