Riapertura stadi: marcia indietro, scontro totale. Cosa succede ora

Riapertura stadi in Serie A: confusione totale. Il ministro Spadafora aveva aperto al ritorno dei tifosi, ma arriva la smentita secca. Cosa succede ora?

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Il ministro Spadafora (Getty Images)

Se qualche giorno fa il ministro dello sport Spadafora aveva ammesso una parziale riapertura degli stadi già nelle prossime partite, ora arriva la secca smentita da parte dei tecnici del comitato scientifico. Andando con ordine: la settimana scorsa una prima apertura in merito, numero fisso di 1000 tifosi presenti in tutti gli stadi di Serie A d’Italia per assistere alle partite. Una sorta di “riscaldamento” (per rimanere in termini sportivi) prima della vera partita: quella di una riapertura più importante.

Spadafora aveva ammesso che, contestualmente a un equilibrio della curva dei contagi, dal prossimo 7 ottobre (data del nuovo DPCM) il Governo avrebbe potuto permettere un ritorno dei tifosi sugli spalti in maniera proporzionale alla capienza massima. Sempre un numero ridotto ma con più gente sugli spalti, in base alla capacità di ogni singolo impianto. Ora però il secco “no” da parte del comitato scientifico.

Riapertura stadi: secco “no” dai tecnici 

Riapertura stadi: Spadafora smentito, cosa succede ora