Usa, eseguita pena di morte: prima volta per un afroamericano nell’era Trump

A ridosso delle elezioni presidenziali di novembre arriva la prima pena di morte inflitta ai danni di un afroamericano nell’era Trump.

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Afroamericano nel braccio della morte (Fonte Facebook)

Continua a tener banco la discussione sulla pena di morte in Usa. La “patria della democrazia” che ancora oggi detiene questo nome che di vero non ha proprio nulla. Un nulla che si evince dalla solita e sempre presente domanda: può una nazione, che si ritiene “difensore della libertà”, uccidere con il consenso dello Stato un uomo o una donna? Su questo andrebbe applicata una lunga riflessione, non tanto per condannare gli Usa, ma per capire se davvero, ad oggi, possono definirsi tali: difensori della libertà, forse, di uccidere.

Pena di morte e vendita d’armi al “bancone del pesce”. Sono questi i tempi che, negli ultimi anni, sono stati a cuore (più o meno) alla popolazione americana, forse, o quasi sicuramente, non ai loro presidenti. La pena di morte è sicuramente un aspetto molto oscuro che ancora si aggira su una società che si dice essere all’avanguardia. Sono molte le associazioni che in America si battono per depennarla dalle legge. Ad oggi, però, molti Stati la applicano ancora, senza pensare minimamente alle conseguenze che tale operazione produce nella coscienza collettiva.

Christopher Vialva: il nome del detenuto ucciso attraverso la pena di morte

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Le urla di Donald Trump durante un comizio (Getty Images)

Parlarne fa bene, sempre. Le azioni politiche, e non solo, volte a cambiare o ribaltare gli schemi all’interno di società insipide e privi di ogni sentimento umano, sono partite, sempre, dalla parola. Da qualcuno che cerca di scuotere le coscienze, non come singole, ma come collettivo. Certo che, alle parole devono poi corrispondere i fatti. E per ora, i fatti, ancora non si son visti.

Così, nelle ultime ore, è arrivata l’uccisione del primo afroamericano nell’era Trump attraverso la condanna a morte dopo un lunga prigionia. Il nome del quarantenne, a cui è stata inflitta un’iniezione letale, è Christopher Vialva. Uccisione nel carcere di Terre Haute, nell’Indiana. È la settima volta che la pena di morte viene eseguita negli Stati Uniti d’America da inizi luglio. Numero davvero spaventoso. E la prima volta su un detenuto afroamericano da quando è stata ripristinata dall’amministrazione Trump. Vialva era stato condannato a morte per un duplice omicidio commesso nel lontano 1999, quando aveva 19 anni.