Zaia risponde a De Luca sui tamponi. E lo fa in napoletano

Il presidente del Veneto Luca Zaia ha risposto al collega campano Vincenzo De Luca in dialetto napoletano sulla questione dei tamponi.

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Luca Zaia risponde in napoletano alle critiche di De Luca (Twitter)

Non accenna a calmarsi lo scontro a distanza tra i presidenti di regione. In particolare nelle scorse settimane ha preso forza il dibattito tra il presidente del Veneto Luca Zaia e l’omologo campano Vincenzo De Luca. L’argomento del dibattito è il tampone fai da te promosso qualche giorno fa dal presidente veneto.

De Luca infatti ha criticato questa pratica, sostenendo che non sia sicuro fare il tampone in autonomia e che si rischino danni alle membrane. Zaia ha risposto all’ex sindaco di Salerno durante una delle sue consuete conferenze stampa. Il presidente veneto, rieletto come il collega con un consenso straordinario, ha risposto in napoletano citando un’opera del commediografo Eduardo De Filippo. La risposta infatti è stata “Adda passà ‘a nuttata”, citazione dell’omonima opera dell’autore napoletano.

Zaia sulla situazione in Veneto: “Non è finita”

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Luca Zaia risponde in napoletano alle critiche di De Luca (Twitter)

La conferenza stampa di Luca Zaia ha poi fatto il punto sulla situazione dell’epidemia di coronavirus in Veneto. La regione, una delle poche rimaste ancora “gialle”, secondo il governatore non è ancora lontanamente uscita dalla crisi sanitaria. Anche se il trend dei ricoveri nella regione è tendenzialmente calante, in tre province (Verona, Vicenza e Venezia) le ospedalizzazioni continuano a salire.

Per questo motivo non è possibile ancora abbassare la guardia: il presidente Zaia rinnoverà le ordinanze in scadenza per limitare la diffusione dei contagi. L’uomo ha anche fatto capire che probabilmente arriveranno nuove limitazioni in vista delle festività natalizie, per evitare un nuovo picco. Questo genere di misure potrebbe fare eco a nuove limitazioni nazionali.

In 19 regioni infatti le strutture ospedaliere sono quasi arrivate a saturazione. Al momento le situazioni peggiori si registrano in Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta, mentre solo Molise e Friuli Venezia Giulia rimangono sotto la soglia del 40% di occupazione dei posti letto.