Covid, cambia il Ringraziamento negli Usa: la proposta

Un giorno del ringraziamento diverso negli Usa, naturalmente dovuto alla situazione Covid: ecco la proposta per un festeggiamento alternativo

Covid Ringraziamento Usa
Ringraziamento (Getty Images)

Si avvicina il giorno del ringraziamento in America, in programma il prossimo 26 novembre. La festività più importante per gli Usa però inevitabilmente dovrà subire qualche modifica vista la pandemia da Covid che continua ad essere una minaccia nel mondo, in special modo in America, continente più colpito nel globo. Così, nonostante non siano arrivate precise restrizioni che portino gli americani a non poter festeggiare il ‘thanksgiving day’, in molti pensano di non farlo. Infatti sui social inizia ad impazzare il termine ‘Zoomgiving’, poiché molti cittadini hanno deciso di usare ‘Zoom’ per riunire la famiglia in maniera virtuale. La proposta di usare i social per celebrare la festività viene appoggiata anche da molti personaggi noti che evitano la diffusione del virus.

Covid, giorno del ringraziamento via social: da Biden a Trump, iniziativa appoggiata

Tacchino (Getty Images)

Il tacchino è senza dubbio il simbolo del giorno del ringraziamento, ma quest’anno saranno in pochi quelli che lo taglieranno in famiglia. Infatti a causa della diffusione del Covid molte famiglie potrebbero pensare di riunire la famiglia per il ‘thanksgiving day’ attraverso ‘Zoom’. L’iniziativa di evitare assembramenti viene naturalmente appoggiata anche dal nuovo presidente Joe Biden, che comunica che passerà la festività solamente con tre famigliari. A sorpresa anche il presidente uscente Donald Trump, spesso poco convinto delle restrizioni per il Coronavirus, decide di rinunciare alla solita vacanza. Naturalmente se molte persone appoggiano lo ‘Zoomgiving day’, c’è anche chi è contrario. Infatti la portavoce della Casa Bianca, Kayleigh McEnany, va totalmente contro alle restrizioni per il Covid, che definisce addirittura ‘Orwelliane’ e che andrebbero contro la libertà degli americani. Secondo i numeri però non ha torto per gli americani, visto che il 90% della popolazione secondo una statistica festeggerà.