Covid-19, il bollettino del Ministero della Salute del 27 Novembre 2020

Il Ministero della Salute ha reso noti i dati dell’epidemia da Covid-19, aggiornati al 24 Novembre, tramite il consueto bollettino

bollettino 27 novembre
Il Bollettino del Ministero Della Salute del 27 Novembre 2020

Il Ministero della Salute ha appena pubblicato il bollettino del 27 Novembre. I casi di contagio dall’inizio dell’emergenza sono saliti a 1.538.218 con un incremento di 28.352 unità rispetto a ieri. In calo rispetto a ieri, gli attualmente positivi che ad oggi ammontano a 787.893 (– 7.952). I guariti giungono a 696.647 con un incremento di 35.467 unità. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 827 decessi che hanno portato il bilancio totale a 53.677

Covid-19, Povia provocazione complottista

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Povia, ancora provocazioni: ora tocca al Covid (Getty Images)

Il cantante milanese Povia è diventato famoso grazie ad alcuni brani divenuti virali circa un decennio fa. Con quattro partecipazioni al Festival di Sanremo il cantante ha riscosso grande successo, ma negli ultimi anni ha attirato numerose critiche. Dagli attacchi alla comunità LGBTI alle accuse di razzismo e complottismo, il musicista milanese ha spesso assunto posizioni controverse

L’ultimo attacco del 48enne riguarda il Covid, più precisamente il vaccino contro il virus Sars-Cov-2. Povia infatti si è schierato apertamente contro l’obbligo di vaccinarsi contro il coronavirus. Rilanciando le affermazioni del virologo veneto Andrea Crisanti, che sosteneva che mancassero dati certi sull’efficacia del vaccino, ha chiesto di “lasciare la fede alla religione e le prove alla scienza”.

Non è la prima volta che Povia si schiera contro l’obbligo vaccinale. Già ai tempi della legge Lorenzin, che nel 2017 introdusse l’obbligo di vaccinazione per tutti gli studenti sotto i 18 anni, il cantante ha adottato una posizione critica.

L’intervista di Povia al quotidiano “Il Tempo” ha toccato anche le numerose reazioni della politica e dello spettacolo a chi rifiuta il vaccino contro il Covid. Tra questi c’è Alessandro Gassman, che ha lanciato l’idea di un patentino che attesti la vaccinazione: per chi non lo fa l’idea è quella di vietare l’accesso a bar, ristoranti, teatri e cinema. Anche il deputato PD Andrea Romano ha criticato gli anti-vax, chiedendo di trovare soluzioni per bloccare la diffusione delle tesi antivacciniste.

Povia ha accusato il deputato di non essere democratico, dal momento che vuole silenziare chi non la pensa come lui. Su Gassman invece usa toni più concilianti, sostenendo che i due non hanno visioni così diverse. Quello che li differenzia sarebbe il punto di vista. Il cantante ha infatti sostenuto che mentre molti si concentrano sul dibattito tra “vaccino sì” e “vaccino no”, lui chiederebbe solo trasparenza e dati certi

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Covid-19, la proposta di De Micheli: “Scuole aperte sabato e domenica”

Scuole Covid (getty images)
Scuole Covid (getty images)

La curva del contagio da Covid sta lentamente calando in Italia, anche se sono ancora tantissimi i decessi nel nostro Paese, ai livelli dello scorso marzo. Eppure c’è grande ottimismo, consapevoli come queste siano le ultime settimane di “resistenza”, in vista dell’arrivo del vaccino sempre più prossimo ormai.

In Italia, però, si studiano già le mosse per affrontare le prossime settimane, con la scuola che diventa un vero e proprio nodo cruciale. Riaprirle o continuare con la didattica a distanza? Un argomento che spacca l’esecutivo, con il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ferma nella sua volontà di ritornare con la didattica in presenza.

La titolare del dicastero dei Trasporti Paola De Micheli, in un’intervista a La Repubblica, ha espresso il suo pensiero. “Il 9 dicembre vedremo a che punto sono i contagi” ha spiegato, aprendo anche ad una clamorosa ipotesi, scuole aperte anche il sabato e la domenica.

Siamo in emergenza, cada ogni tabù” ha svelato frenando però sulla possibilità, anche perché “sono decisioni da prendere con tutto il governo” le sue parole

La De Micheli ha poi affrontato un tema che la interessa più direttamente, i trasporti ed il distanziamento su di essi. Ecco perché ha chiesto che gli ingressi nelle scuole – così come le uscite – siano scaglionati su più fasce orarie, proprio per evitare l’ammassarsi degli studenti in un solo orario, compreso tra le 7,20 e le 7,25.

La De Micheli ha sostenuto come questa sia l’unica strada percorribile, anche perché le città metropolitane non possono sostenere un incremento fino a 500 volte maggiore degli autobus, cifra necessaria considerata la capienza massima del 50% fino alla prossima estate.

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Vaccino Pfizer – Getty Images

Ed il ministro ha anche rivendicato il lavoro del suo dicastero e delle Regioni, capaci di mettere su strada ben diecimila bus in più dopo finanziamento dell’esecutivo, per la maggior parte ti tipo turistico, di quelli a noleggio lunghi sette e nove metri (da 25 o 50 posti a sedere insomma, ndr)