“Tra dieci minuti muori”: la giustificazione del medico è incredibile

La frase rivolta ad un paziente che sconvolge l’Italia: “Tra dieci minuti muori”, viene giustificata dal medico in maniera incredibile

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Parlare ad un paziente non sempre è semplice per chi lavora nella sanità. Sin dagli anni universitari viene insegnato a medici ed infermieri il linguaggio da utilizzare con le persone malate, ma Angelo Cefalo, medico del 118 di Taranto supera ogni limite con le parole. Infatti nei giorni scorsi è scoppiato il caso legato alle sue parole rivolte ad un paziente gravemente malato. Il medico urla al signore “Tra dieci minuti muori”, una frase inconcepibile che ha scosso l’Italia. Il medico in questi giorni è stato accusato dalla figlia del paziente, l’avvocato Francesca Cortese, di essere stato troppo duro e scortese. La notizia fa il giro del paese ed il medico vuole chiarire la sua versione dei fatti. Infatti in conferenza stampa dichiara: “L’ho detto perché volevo salvargli la vita

Angelo Cefalo, medico accusato, giustifica la frase e rivela: “Volevo salvarlo. Ho conservato i messaggi con la figlia”

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Le sue parole hanno scioccato il popolo italiano, così Angelo Cefalo vuole chiarire la sua posizione. Il medico infatti, come riportato da ‘La Repubblica’, in una conferenza stampa nell’Ospedale Santissima Annunziata dichiara: “Dopo l’emogas il paziente risulta con la saturimetria bassa, così dovevo convincerlo a mettere la Cpap. Per questo motivo ho utilizzato un linguaggio diretto. Dicendogli che tra dieci minuti sarebbe morto volevo solo convincerlo ad indossare la mascherina. Il nostro lavoro si basa su secondi per salvare il paziente, che poi dopo due ore è deceduto”. Infine rivela anche un particolare dettaglio: “Tengo come in cassaforte i messaggi con la figlia del paziente, poiché sono stato disponibile da subito a spiegare cosa fosse successo”. Il medico dunque prova a chiarire quanto successo, visto che la notizia ha fatto il giro del paese, sottolineando che per lui in primis è una sconfitta.

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