Covid, Italia a zone: ecco alcuni colori dopo le feste

Torneranno i colori delle zone dopo le feste natalizie: il Covid è ancora in circolazione e nessuno intende abbassare la guardia.

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Italia divisa in zone di rischio (screenshot Instagram)

Quando tornano i colori vuol dire che tutto, fuori, risplende. Non nel caso del Covid-19. Come sappiamo anche dopo le feste, e cioè con l’anno nuovo, la lotta non cesserà d’esistere. Se qualcuno aveva in mente un “tana libera tutti” si sbaglia di grosso ed è meglio metterlo in guardia anzitempo. Le cose non stanno così. Ma questo lo sapevamo anche prima del periodo natalizio.

Quindi attenzione al dopo feste con l’Italia che potrà tornare a vedere i “colori”, a seconda della regione in cui si vive. Durante il periodo natalizio, che ancora oggi è in vigore, l’Italia ha quasi visto (ad eccezione di pochi giorni) una continua zona rossa.

I vari spostamenti per le feste di Natale, per l’ultimo dell’anno e per le feste in generale non hanno potuto far altro che constatare l’urgenza di instaurare una zona rossa (quasi) continua. Tutto ciò, in parte, sarà destinato a cambiare.

I colori a zone dopo le feste: il Covid è ancora nell’aria

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Covid, Milano (GettyImages)

L’Italia tornerà a spaccarsi in tre zone. Ovviamente sarà una spaccatura a causa del coronavirus. Dal 7 gennaio, giorno in cui le feste natalizie cesseranno d’esistere (almeno per quest’anno), le Regioni d’Italia torneranno a colorarsi secondo alcuni criteri che già conosciamo da tempo: numero di posti letti nelle terapie intensive, RT e così via.

Nelle ultime ore c’è chi ha ipotizzato già alcuni colori per diverse regioni: Piemonte e Lombardia dovrebbero essere collocate in zona arancione. Questa volta, assieme alle due poc’anzi citate, ci sarà anche il Veneto. Mentre per il Sud, la zona arancione andrà anche alla Puglia.

Niente sbilanciamento sull’Abruzzo, ultima regione a lasciare la zona rossa prima delle feste. Mentre per quanto riguarda la zona gialla le due che dovrebbero collocarsi in questo coloro sono Lazio e Sardegna. Tutto ancora da verificare. Le feste non sono finite e il peggio non è ancora passato. Per ora, però, cominciano ad avanzare le prime supposizioni in base ai dati raccolti.