Covid, dati allarmanti: “Lockdown duro fino a metà febbraio. Scuole chiuse”

Gli ultimi dati relativi il Covid-19 hanno messo in allerta le autorità politiche e sanitarie, pronto un terzo lockdown per contenere la variante. Le scuole resteranno chiuse

Covid Regno Unito (getty images)
Covid Regno Unito (getty images)

Il Covid-19 sta mettendo in ginocchio l’Italia e il mondo intero. Nel nostro Paese la situazione resta difficile, nonostante il lockdown in autunno e le restrizioni che stanno accompagnando le feste natalizie. Nel Regno Unito, però, la situazione sembra ormai essere precipitata, con il Governo che ha annunciato un terzo lockdown. I contagi sembrano, infatti, essere fuori controllo e i dati comunicati dai bollettini nazionali sono assolutamente allarmanti.

Proprio nella giornata di oggi è stato annunciato un nuovo record con oltre 58 mila casi in un giorno e ormai da una settimana sono stati registrati oltre 50 mila contagi al giorno. La situazione è ancora più drammatica se si osservano le terapie intensive: sono segnalati, infatti, numeri elevatissimi di ricoveri e morti ai livelli della scorsa primavera. La preoccupazione si acuisce se si prende in considerazione la variante inglese del virus che sta colpendo molti Under 20 e ponendo l’attenzione anche sulle scuole.

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Nuovo lockdown Covid nel Regno Unito: le parole di Boris Johnson

Boris Johnson (getty images)
Boris Johnson (getty images)

Proprio per questi motivi, nelle ultime ore, il Primo Ministro Boris Johnson ha annunciato un terzo lockdown duro in tutto il Paese fino a metà febbraio. Parlando alla Nazione ha sottolineato infatti: “Ci sarà un lockdown nazionale abbastanza duro in modo da cercare di contenere questa nuova variante. Il Governo vi dice ancora una volta di stare a casa per salvare delle vite“. Si sofferma poi in particolare sulle misure relative le scuole: “Le primarie, le secondarie e i college di tutta l’Inghilterra da domani dovranno effettuare didattica a distanza. Non è possibile che si facciano gli esami questa estate. Le scuole non sono pericolose per gli studenti, ma potrebbero diventare vettori della trasmissione“.