Chi era Ariol, un personaggio storico della Dakar morto di Covid

Il mondo della Parigi-Dakar e dello sport motoristico in lutto. Scompare all’età di 68 anni il grande campione di una delle corse più pericolose al mondo. Auriol Era affetto dal Covid.

hubert auriol
Auriol – Da Instagram

Il Covid miete un’altra vittima illustre, tra i maggiori corridori che nel corso degli anni hanno onorato, e vinto, una delle competizioni più pericolose e affascinanti al mondo: la Parigi Dakar. È morto all’età di 68 anni Hubert Auriol, uno dei giganti della celebre corsa e primo a trionfarci sia in sella alla moto che alla guida di un’auto. Era ricoverato in terapia intensiva da qualche giorno e le sue condizioni erano parse subito gravi. Nelle ultime ore un peggioramento progressivo che l’ha portato al decesso. Fatale per lui un’emorragia.

Francese ma nato in Africa (Addis Abeba), riuniva dentro di sé le due anime proprio della Parigi Dakar, celebre competizione che dalla capitale francese termina in quella del Senegal dopo aver attraversato le pericolose quanto affascinanti dune del deserto del Sahara. Ma chi era Hubert Auriol?

Hubert Auriol, i record nella Parigi Dakar ma non solo

 

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Hubert Auriol è entrato di diritto nella storia della Parigi Dakar, L’ex corridore infatti è stato il primo a trionfare nella competizione sia in moto che in auto. I primi due successi sulle due ruote nel 1981 e 1983 su BMW, prima di sfiorare il tris 2 anni più tardi a bordo dell’italiana Cagiva. Nel 1987, sempre in sella alla Cagiva, fu costretto a ritirarsi all’ultima tappa mentre era leader per la fratture di entrambe le caviglie. Nel 1992 poi a bordo di una Mitsubishi riuscì a trovare il terzo centro, stavolta su quattro ruote. Nel 1994 poi divenne anche direttore della corsa.

 

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Auriol è detentore di un altro record. Niente quattro o due ruote, niente sabbia del deserto o corse su strada. Il francese ha battuto il primato di giro del mondo su aereo a elica che resisteva dal 1938. A fine anni ottanta lui, assieme ad altri tre compagni, riuscì nell’impresa di abbassare il tempo di quasi 3 ore (88 ore e 49 minuti totali) a bordo di un bimotore Lockheed L-18 Lodestar degli anni 40.