Mauro Bellugi, parole importanti dopo l’amputazione delle gambe

Mauro Bellugi, ex calciatore della nazionale italiana, è tornata a parlare dopo l’amputazione alle gambe. Parole importanti sul Covid-19 e non solo.

Mauro Bellugi Amputazione Gambe
Mauro Bellugi durante un intervento difensivo con la maglia della nazionale italiana (Getty Images)

Un’inguaribile ottimista. Di un uomo che, una volta finita l’operazione che non gli farà vedere più le sue gambe, si mette subito alla ricerca delle sue protesi (con tanto di telefonino in mano), altro non si può dire. Ripetiamolo, anche insieme: un’inguaribile ottimista. Ovviamente parliamo dell’ex calciatore, anche della nazionale italiana, Mauro Bellugi.

Una carriera breve, ma intensa. Poco più di una decade nel calcio che conta: dal 1969 al 1981. Beniamino dei tifosi dell’Inter, la squadra del suo cuore e per cui ha giocato tanti anni, vincendo uno scudetto nella stagione 1970-71. Mauro ha smesso di giocare presto per problemi alle gambe.

E quando, nell’ultimo periodo, è arrivato il Covid-19 lo ha travolto in pieno. È andato ad intaccare alcune delle sue patologie pregresse. Alla fine, i medici, hanno deciso per l’amputazione di tutte e due le gambe. Ma Mauro non si è perso d’animo. Dopo l’operazione era già nel letto che cercava le sue protesi per camminare al meglio.

La forza della vita è in Mauro Bellugi: un’instancabile ottimista, un vero lottatore

Mauro Bellugi
Mauro Bellugi in foto con la nazionale italiana prima di un match (Getty Images)

Mauro, appena si è svegliato ha voluto ringraziare. Proprio così: il verbo è quello che avete appena letto, queste sono le parole: “Ho ricevuto tanto affetto. Nel mondo del calcio praticamente dal 1970 a oggi, Cinquant’anni d’affetto. Chi se lo aspettava! Tutto questo mi ha lasciato senza parole”.

Poi parla dei veri “eroi”, dicendo che lui è molto più “sotto” e non merita questo sostantivo (anche se tutti pensiamo e sappiamo il contrario): “Sinisa Mihajlovic, Alex Zanardi, Bebe Vio, questi sono sul “podio più alto”. Io non c’entro niente, ma le sono cavata con meno”. Scherza, con umiltà e coraggio, poi aggiunge: “A chi dice che il Covid-19 non esiste dovrebbe venire a farsi un giretto in ospedale. È una cosa davvero seria. A me ha complicato la vita, se così possiamo dire”.

Poi parla di nuovo del suo sport preferito, il calcio: “Per la lotta scudetto vedo Juventus e Inter. Il Milan ha vinto tante partite, anche con un pizzico di fortuna, che non guasta mai se vuoi rimanere a quei livelli. La Roma è una sorpresa. L’Atalanta di Gasperini è un incubo per tutti, fanno a trecento all’ora”.