Tik Tok: “Istigazione al suicidio”, che cosa è successo

Ancora problemi per il social network cinese Tik Tok. Dopo i noti fatti di Palermo la piattaforma di nuovo nella bufera. Stavolta c’entra un’influencer, denunciata dopo un video.

TikTok logo
TikTok (getty images)

Non c’è pace per Tik Tok, il noto social network cinese di grande voga tra i giovanissimi che la scorsa settimana è stato “limitato” nell’uso dal Garante. Dopo i noti fatti di Palermo, dove una bambina si è uccisa probabilmente per compiere una sfida vista sulla piattaforma, un’altra triste vicenda colpisce l’app in modo più o meno indiretto. Rimaniamo in Sicilia dove un’influencer è stata denunciata per “istigazione al suicidio” dopo aver pubblicato un video in cui appariva una donna che si copriva il viso, compresi naso e bocca, con del nastro adesivo in modo tale da non poter respirare.

Voleva forse condividere un’altra Blackout Challenge, la sfida per la quale gli utenti devono auto indursi il soffocamento sino alla perdita di coscienza (ciò che ha portato alla morte la bambina di Palermo cioè), oppure voleva lasciare un’altra stupida quanto pericolosa moda. Fatto sta che il video è stato intercettato, oltre che da numerosi utenti, anche dalla Polizia Postale che è subito intervenuta.

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Tik Tok, influencer denunciata: contenuto potenzialmente dannoso

Considerato soprattutto l’ampio bacino di pubblico di cui la donna godeva, oltre 730 mila follower, il video pubblicato dalla stessa (e visibile a tutti, senza restrizioni di età) è stato catalogato come estremamente pericoloso. Nella clip si vedevano una donna e un uomo coprirsi il volo con del nastro adesivo, gesto che sarebbe potuto essere emulato dai molti ragazzini che seguivano l’utente che lo aveva condiviso.

Le indagini della Polizia Postale hanno scovato anche altri video simili, di sfide potenzialmente pericolose o mortali, che hanno permesso all’influencer siciliana (48 anni) di ottenere popolarità.

Un altro fatto di cronaca che mette Tik Tok sotto una pessima luce e che potrebbe spingere i vertici ad adottare misure adeguate per bloccare questo tipo di contenuti.