Covid, Il blizt dell’Oms al mercato di Wuhan: cos’hanno trovato

La squadra dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sta indagando sull’origine del covid in Cina. Il Blitz anche al famoso mercato di Wuhan

Mercato di Wuhan
Banco di carne al mercato di Wuhan (GettyImages)

Mentre la Cina continua a ritenersi innocente, gli esperti dell’Oms sono volati a Wuhan e dopo 14 giorni di quarantena hanno finalmente dato il via alle indagini. La squadra, composta da una decina di uomini, non ha però intenzione di puntare il dito in stile Trump contro Pechino. L’obbiettivo è quello di ridurre i rischi e indagare sulle origini dell’epidemia, non certo un lavoro politico (come sottolineato Fabian Leendertz in una recente intervista al The Guardian).

Oggi la squadra si trova al mercato di Wuhan, dove si vendevano animali selvatici di ogni tipo, ritenuto ancora oggi da molti epicentro dell’infezione. Oltre al mercato, chiuso da un anno, gli scienziati faranno inoltre visita all’Istituto di virologia di Wuhan.

30 gennaio 2020, un anno fa l’Oms dichiara l’emergenza globale

Covid Cina
misurazione temperatura in Cina (getty images)

A distanza quasi di un anno esatto dall’annuncio di emergenza globale, l’Oms si trova in Cina, presunto ancora non sicuro epicentro dell’epidemia Sars-Cov-2. Il 30 gennaio 2020 infatti, dal direttore generale dell’Oms arrivava l’annuncio di “emergenza globale”. “Non sappiamo quanto sarà grande questa emergenza”, si legge nel comunicato dello scorso gennaio. Poi una nota dolente ancora oggi: “Non raccomandiamo restrizioni su viaggi o tratte commerciali”.

Proprio così, una dichiarazione che ancora oggi fa storcere il naso. Perché se è vero che il virus è presumibilmente “scappato” al controllo della Cina e da Wuhan, è innegabile il fatto che l’epidemia – poi tramutatasi in pandemia – fu presa nei primi periodi fondamentali con altrettanta leggerezza e forse un pizzico di superficialità sia dalle istituzioni scientifiche che dalle politiche internazionali.