Investito mentre fa le consegne: la tragica fine del rider distrugge la famiglia

In provincia di Pistoia, un rider di origine filippina, viene investito da una macchina mentre consegna del cibo. Una famiglia distrutta.

Rider Investito Pistoia
Un rider di spalle in corsa durante la consegna (Getty Images)

Continuano a succedersi gli incidenti stradali. Ma non solo quelli “normali”, avvenuti cioè tra due macchine all’interno di una carreggiata stradale o autostradale. Ma anche quelli sul posto di lavoro. Oggigiorno, infatti, uno dei lavori che ha preso piedi proprio durante la pandemia da coronavirus è il rider.

Persone che, con una bicicletta, sfrecciano da una parte all’altra della città, consegnando il cibo a casa della gente. Se da una parte con questo mezzo si risparmia sull’inquinamento, dall’altra parte (sicuramente quella più importante anche per l’inquinamento stesso) questo tipo di lavoro ha da subito trovato lo sfruttamento salariale.

Ma non solo: il pericolo è sempre dietro l’angolo, e alcune volte può essere fatale. Come lo è stato per un rider di origine filippina investito mentre si recava a casa di qualcuno con tanto di cibo caldo in borsa. Un’autovettura è sopraggiunta e non ha potuto evitare l’impatto.

Il rider investito è morto dopo l’impatto: lascia un’intera famiglia

Rider Investito Pistoia
Un rider durante la consegna di cibo (Getty Images)

Il tutto è accaduto a Montecatini Terme in provincia di Pistoia. Il rider, Romulo Sta Ana, si trovava vicino a un Mc Donald’s del posto quando una macchina, una Mercedes per la precisione, è sopraggiunta e l’ha colpito in pieno. A bordo un uomo di 48 anni che non è risultato in stato d’ebrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Un tagico epilogo, frutto di un amaro destino, anche se le indagini procedono con cautela e nelle prossime ore si capirà meglio il motivo del sinistro che è costato la vita al rider di origine filippina. Quest’ultimo lascia una moglie e due figli. Un dolore immenso al quale si è voluta unire anche la Cgil in un comunicato.

Il sindaco ha affermato: “L’obbligo delle assicurazioni Inai per i riders è stato un passo in avanti, ma non basta. Ora, le piattaforme digitali, devono stracciare il contratto farsa e rivedere le loro posizioni in relazione alla sicurezza sul lavoro. Non è possibile costringere queste persone a fare sempre “una” consegna in più per portare a casa un buon salario. Siamo amareggiati per ciò che è successo a Romulo Sta Ana, un’altra vittima sul posto di lavoro”.