Omicidio Yara Gambirasio, Bossetti parla dal carcere: “Uscirò a testa alta”

Torna a parlare dal carcere Massimo Bossetti, l’uomo condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio avvenuto 11 anni fa.

Yara Gambirasio uccisa 11 anni fa
Yara Gambirasio, la 13enne uccisa nel 2010 a Brembate Sopra (fonte: screenshot Youtube)

Massimo Bossetti è stato condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio della giovane Yara Gambirasio, avvenuto 11 anni fa a Brembate Sopra, nel Bergamasco. I suoi legali, tuttavia, sono sempre più intenzionati a richiedere la revisione del processo e hanno presentato istanza alla Corte d’Assise di Bergamo. Il muratore di Mapello, ricordiamo, è stato condannato perché le uniche tracce biologiche trovato sul corpo e sull’intimo dell’adolescente erano le sue.

Oggi Bossetti è tornato a parlare dal carcere attraverso i suoi avvocati, che hanno riferito di un uomo che continua a proclamarsi innocente e fiducioso nella giustizia.

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Massimo Bossetti: “Non ho ucciso Yara Gambirasio”

Massimo Bossetti condannato per omicidio Yara Gambirasio
Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo (fonte: screenshot Youtube)

Bossetti lo ha sempre detto fin da quando fu arrestato quattro anni dopo la morte della 13enne: “Non ho ucciso io Yara“. Oggi il suo avvocato Claudio Salvagni, in un’intervista, è tornato a parlare del suo cliente con cui comunica quotidianamente. Nonostante il muratore sia stato condannato in via definitiva dalla Cassazione, i suoi avvocati sono a lavoro per chiedere la revisione del processo.

Salvagni ha riferito che Bossetti è fiducioso e ha detto di voler uscire dal carcere “a testa alta”. Infatti, spera che con l’eventuale revisione del processo possa essere dichiarata la sua innocenza e non di uscire soltanto perché i suoi difensori hanno trovato un cavillo a cui appigliarsi. La revisione dei processi, infatti, può essere aperta anche se vengono riscontrati vizi di forma o incongruenze nelle carte.

Il processo a Bossetti fino alla condanna

Massimo Bossetti è sempre stato l’unico indagato per l’omicidio di Yara Gambirasio. A lui si è arrivati sovrapponendo al suo il Dna trovato sugli indumenti della ragazza il cui corpo fu rinvenuto in un campo quasi quattro mesi dopo la scomparsa.

L’uomo è stato condannato all’ergastolo, ma a favore della sua innocenza si sono espressi volti noti come l’avvocato Carlo Taormina. Nel 2019, dopo la condanna definitiva della Cassazione avvenuta nel 2018, la Corte d’Assise di Bergamo ha autorizzato la difesa di Bossetti a riesaminare i reperti del processo.