U-Mask, continuano le polemiche: le nuove rivelazioni preoccupano

Continua la polemica intorno alle mascherine U-Mask, già finite nell’occhio del ciclone qualche settimana fa. Ora emergono altre rivelazioni.

Mascherine U-Mask scoppia una nuova polemica
La mascherina U-Mask (fonte: Instagram)

Non c’è pace per le U-Mask, le ormai famose mascherine “con le ali” prodotte in numerosi colori. Questi dispositivi di protezione sono finiti qualche settimana fa nell’occhio del ciclone. Il motivo? Si era scoperto che la loro capacità di filtraggio è di molto inferiore rispetto a quella che viene dichiarata.

Stando ai report di U-Earth, la start-up che produce e mette in commercio queste mascherine, il loro filtro catturerebbe fino al 90% di virus e batteri e sarebbero utilizzabili per un totale di circa 400 ore. Invece, è emerso che la loro capacità è paragonabile a quella delle semplici mascherine chirurgiche usa e getta. Questa scoperta aveva portato al sequestro dell’unico laboratorio in Italia a testarne la capacità di filtraggio: il laboratorio Clodia di Bolzano, tutt’ora nelle mani dell’autorità giudiziaria.

Un’altra scoperta shock riporta le U-Mask al centro della polemica

Secondo Giancarlo Canale Bruni, ex collaboratore di U-Earth che ha rilasciato un’intervista a Striscia La Notizia, le prime U-Mask non sarebbero state prodotte in ambienti sterili. Ambienti dove invece dovrebbe avvenire la produzione di dispositivi poi destinati a uso medico o comunque di protezione da patogeni esterni.

Inoltre, a conferma di questa affermazione fatta da Canale Bruni, è emerso che la registrazione delle U-Mask come idonee a proteggersi dal coronavirus sul sito del ministero della Salute sarebbe avvenuta ancor prima di eseguire i test necessari come quello della pulizia microbica.

U-Earth: sito fuori uso dopo lo scoppio dello scandalo

Le U-Mask sono diventate così di tendenza che si sono viste su naso e bocca di tantissimi personaggi famosi. Da Charles LeClerc fino al sindaco di Milano Beppe Sala, tutti hanno indossato questi dispositivi che promettevano di proteggere quasi completamente le vie respiratorie dal coronavirus.

Oggi il sito della start-up produttrice è completamente fuori uso. Rimasto attivo soltanto il ramo dell’e-commerce dove le mascherine si trovano a un prezzo di circa 33 euro e vengono venduti anche altri dispositivi per purificare l’aria. L’azienda, infatti, nasce con l’intento di combattere l’inquinamento atmosferico.

 

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