Ibrahimovic, Galliani e il retroscena sulla lite: “Non mi parlò per un anno”

Zlatan Ibrahimovic festeggia i suoi 501 gol nei club: arrivano anche le parole di Galliani, che svela una lite di tanti anni fa, costa davvero cara.

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L’esultanza di Zlatan Ibrahimovic dopo un gol con la maglia del Milan (Getty Images)

Nello sport, alcuni campioni, sembrano non dover mai tramontare. Soprattutto se si allenano con costanza e dedizione al lavoro e al sacrificio. Soprattutto quando le primavere avanzano e non si è più dei giovanotti. Ma, proprio in questo periodo, si vede la stoffa del campione.

Come lo è Zlatan Ibrahimovic. L’attaccante svedese, quest’anno, compirà 40 anni. Conto tondo. Eppure è lì, in cima, davanti a tutti, con il suo Milan. Da poche ore, dopo aver rifilato una doppietta al Crotone (partita finita con il risultato di 4 a o in favore dei rossoneri), ha festeggiato i 501 gol nei club.

Una cifra da capogiro che non poteva che chiamare in causa un grande amico dello stesso fenomeno: Adriano Galliani, un tempo amministratore delegato di uno dei tanti Milan stellari. Quest’ultimo ha voluto fare i complimenti allo stesso Ibrahimovic lasciando delle dichiarazioni che hanno svelato un retroscena con tanto di lite.

Un anno senza parlarsi: Galliani svela il motivo della lite con Ibrahimovic

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Zlatan Ibrahimovic assieme ad Adriano Galliani alla sua prima volta al Milan (Getty Images)

Fortuna che il tempo migliora e aggiusta le cose, ovviamente se lo si vuole da entrambe le parti. E questa volta, le parti in causa, portano i nome di Zlatan Ibrahimovic e Adriano Galliani. Ci fu un tempo, non troppo lontano, che vide protagonisti i due in termini del tutto negativi.

Zlatan ha deciso di lasciare tanti club: la Juventus, dopo calciopoli, l’Inter e anche il Barcellona. Ma non il Milan. Dai rossoneri non si sarebbe mai staccato. Nel 2012, però, fu ceduto, insieme a Thiago Silva, per risanare il bilancio della società. A Grandehotelcalciomercato.com, Galliani ha spiegato il fatto: “Lo chiamai a casa per rasserenarlo, bevemmo champagne. Non avrei mai pensato di venderlo. Poi, pochi giorni dopo quella bevuta, fui costretto a cederlo al PSG, insieme a Thiago Silva. Dovevo riequilibrare il bilancio della società”.

L’ex Ad del Milan, oggi in forze al Monza, prosegue nel racconto dichiarando che lo stesso Ibrahimovic si sentì davvero tradito, da quello che lui stesso chiamava “Capo”, ma anche da un amico. Dopo anni, però, i due sono tornati a parlare. Zlatan è cresciuto, a livello calcistico e anche di testa e ha capito ciò che doveva fare Galliani in quel momento.