Liliana Segre, dopo il vaccino pioggia di insulti: tornano gli inetti da social

Ancora un altro “scandalo all’italiana”: Liliana Segre riceve una serie di incredibili insulti dopo aver accolto l’opportunità di fare il vaccino anti Covid.

Liliana Segre Insulti Vaccino
Liliana Segre, senatrice a vita e sopravvissuta a Auschwitz (Getty Images)

Qualcuno, pochi giorni fa, aveva chiamato all’unità nazionale. Questo qualcuno ha un nome e cognome: Mario Draghi, il neo eletto Presidente del Consiglio italiano. Peccato che l’unità nazionale, giustamente richiamata da quest’ultimo, non debba essere messa in atto soltanto a livello pandemico, economico o sociale. L’unità è anche un valore e sinonimo di solidarietà.

Quella che Liliana Segre, senatrice a vita e sopravvissuta a Auschwitz, ha avuto nelle ultime ore. Come al solito, e questa cosa dovrebbe cessare in un modo o nell’altro, è stata oggetto di insulti razziali dopo aver ricevuto la dose di vaccino contro il Covid-19.

All’età di 90 anni, suonati, ha ancora il coraggio di mettere il suo volto e la sua esperienza al servizio di tutti. Ed è un bene, soltanto un bene. Molti esponenti politici si sono espressi condannando le parole e i commenti rivolti a questa grande donna, che ancora una volta deve subire degli attacchi senza alcun senso.

Gli insulti vanno fermati: Liliana Segre esempio di coraggio sulla questione vaccino

Liliana Segre Insulti Vaccino
La senatrice a vita Liliana Segre (Getty Images)

Non è retorica, ma pura verità. Liliana Segre esempio di coraggio anche durante la campagna di vaccinazione contro il coronavirus. Il coraggio di metterci la faccia, ancora una volta, sapendo che da lì a pochi istanti si sarebbero scatenati degli idioti, inetti e scarafaggi (con tutto il rispetto per questo tipo d’animale) che abitano la nostra società.

È apparsa sulla pagina Facebook della Regione Lombardia, mentre esponeva il suo braccio al vaccino. Dopodiché ha invitato le sorelle e fratelli, cioè nonne e nonni d’Italia, a fare la stessa cosa. E lì sono partiti gli insulti da sempre, quelli che molti di noi, sottoscritto compreso, vorrebbero che venissero puniti una volta per tutti. Perché si ha come l’impressione che certi inetti riescono ancora a passarla liscia.

Da Maria Stella Gelmini, esponente di Forza Italia, a Silvia Roggiani, esponente del PD. La politica ha alzato la voce, è stata presente e ancora una volta ha chiesto seri provvedimenti contro coloro i quali si divertono a fare i leoni da tastiera, non capendo il male che producono, e l’odio che diffondono, attraverso determinati commenti, o se vogliamo nefandezze lette su uno schermo.