Attacco in Congo, parla la moglie dell’ambasciatore: “Conosciamo il colpevole”

L’attacco in Congo in cui è morto l’ambasciatore Attanasio ed il carabiniere Iacovacci tiene banco: le parole della moglie Zakia Saddaki

Zakia Saddaki
Zakia Saddaki, la moglie dell’ambasciatore morto nell’attacco in Congo (Getty Images)

L’attacco in Congo in cui hanno perso la vita l’ambasciatore italiano Luca Attanasio ed il carabiniere Vincenzo Iacovacci che fungeva da scorta, continua a tenere banco. I Ros ed i servizi segreti italiani sono volati nel Paese africano per far luce sulla vicenda ma all’indomani dei funerali di Stato è la moglie dell’ambasciatore Zakia a sollevare un vero e proprio putiferio.

Qualcuno lo ha venduto“, parole pesanti come macigni quelle pronunciate nell’intervista rilasciata a Il Messaggero. “Ha parlato chi conosceva i suoi spostamenti, è l’unica risposta che al momento sono riuscita a darmi” ha proseguito la Seddiki che ha spiegato come “l’operazione di quella mattina non implicava il suo ruolo di ambasciatore“.

Ti amo amore mio” mi ha scritto, e “mi mancate, le frasi che mi ripeteva quando non insieme. Era sorridente e tranquillo, mi ha anche inviato due foto” ha poi continuato nel racconto la donna. Zakia ha poi spiegato come non vi fosse percezione del pericolo per quell’operazione, fatale per Attanasio.

Attacco in Congo, Zakia e la richiesta dell’auto blindata

Attacco in Congo - Rangers
I Ranges congolesi in Congo (Getty Images)

Ma Zakia pensa a qualche colpevole in particolare? E’ lei stessa a sgombrare il campo da ogni dubbio. “Le indagini dovranno accertare cosa accaduto. Sono travolta dal dolore, dagli eventi in queste ultime parole” ha poi aggiunto. E Zakia ha spiegato anche la richiesta di una nuova auto blindata avanzata dal marito.

Nessuna relazione tra le due situazioni, la sua richiesta derivava dai problemi meccanici di quella che aveva in dotazione” ha svelato la Saddaki.

Bara - attacco in Congo
La bara portata dai carabinieri dell’ambasciatore morto nell’attacco in Congo (Getty Images)

Al momento, intanto, l’autopsia ha svelato come non si sia trattato di un’esecuzione; colpito all’addome, la pallottola letale sarebbe arrivata da lontano. Saranno analizzate le armi dei Rangers accorsi per evitare il rapimento per provare a capire se il colpo sia partito proprio dalle armi di chi ha provato a difenderlo.