“Oggi Trump tornerà al potere”: l’ultima profezia provoca il caos

Altra profezia da parte del gruppo cospirazionista di QAnon: il “loro” Trump tornerà al potere nella giornata odierna. È il caos più totale.

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Il simbolo di QAnon sullo sfondo di Capitol Hill (Getty Images)

Qualcuno se lo era già scordato, qualcun altro no. Parliamo dell’ex Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump. Quest’ultimo, come ormai risaputo, è uscito sconfitto dalle elezioni presidenziali Usa tenutesi pochi mesi fa. Ma da quel giorno le teorie cospirazioniste, invece di diminuire, sono aumentate. Soprattutto nel gruppo di estrema destra di QAnon, nel quale si sono radicate ancora più persone.

E a poche ore dall’inizio della giornata del 4 marzo (stando al fuso orario che c’è tra l’America e l’Italia) arriva la profezia cospirazionista che vedrebbe Donald Trump ancora una volta Presidente Usa. Finora rimasto “sottocoperta”, ad aspettare il momento buono per tornare al potere.

La profezia, ovviamente, viene direttamente dai canali e dalla chat social dei componente del gruppo poc’anzi citato: QAnon, con militanti di estrema destra pronti a entrare in azione, come successe nella notte di Capitol Hill. L’allerta è davvero massima.

L’intelligence americana preoccupata sulla profezia di Trump al potere

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L’ex presidente USA Donald Trump (Getty Images)

Dietro questa strana profezia è entrata in gioco l’intelligence americana che ha avvertito il Congresso, Camera e Senato insieme. Il 4 marzo ci dovrebbe essere una seduta, quest’ultima, però, è fortemente a rischio. I servizi segreti fanno sapere che ci potrebbe essere un’altra avanzata da parte di militanti del gruppo QAnon, in stile Capitol Hill.

Quest’ultimi sono pronti a marciare per una seconda volta, anche se dietro c’è puzza di fake news, mandata in giro da loro stessi. L’intelligence americana, però, non si fida e avvisa polizia e parlamentari di entrate in allerta massima. D’altro canto, lo stesso Donald Trump non ha mai ammesso la sconfitta e si dice pronto a non cambiare partito: “La storia che io voglio fondare un nuovo partito è estremamente falsa. I repubblicani sono con me, lasciando da parte una piccola minoranza che non capisce molto”.

Sempre molto eccentrico e superbo nelle dichiarazioni. Ma c’è anche un perché sul fatto che queste pesanti indiscrezioni siano venute alla luce nelle ultime ore. Fino al 1933, il 4 marzo era la data dell’insediamento del nuovo presidente eletto. Poi spostata al 20 gennaio per accorciare gli stessi tempi d’insediamento subito dopo le elezioni vinte.