Covid, terapie intensive oltre la soglia critica: cosa succede in 11 regioni

Superata a livello nazionale la soglia critica del 30% di occupazione dei posti letto nelle terapie intensive di pazienti covid. In particolare, sono 11 le regioni in difficoltà.

Terapie intensive covid italia
Una postazione di terapia intensiva destinata a un malato covid (fonte: Getty Images)

Terapie intensive in affanno in Italia. A livello nazionale è stata oltrepassata la soglia considerata critica del 30%. Al momento, infatti, risultano occupati il 34% del totale dei posti disponibili, distribuiti in maniera abbastanza disomogenea su tutto il territorio. Infatti, dal report dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), è emerso che sono 11 le regioni in particolare difficoltà.

L’Umbria è la regione con la situazione più critica, con il 57% delle rianimazioni occupate. Seguono poi le Marche, il Trentino Alto Adige, la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Molise, l’Abruzzo, il Piemonte, la Toscana, il Friuli e in coda la Puglia con appena un punto percentuale sopra il 30%.

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Covid: nel Lazio le terapie intensive a ridosso della soglia critica

Il Lazio ha occupato il 30% delle terapie intensive dei suoi ospedali. Si trova quindi a ridosso della soglia critica. Tutte le altre regioni si trovano invece abbondantemente al di sotto, con la Valle d’Aosta come fanalino di coda con solo il 10%.

Alto anche il numero dei posti occupati negli altri reparti (pneumologia o malattie infettive). Qui i letti destinati a malati covid sono impegnati al 38% a livello nazionale, con una soglia critica fissata dal Comitato tecnico scientifico al 40%. Qui sono le Marche a “classificarsi” prime tra le regioni con una percentuale di posti occupati pari al 60%. Anche Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Umbria, Abruzzo, Molise e Friuli si trovano al di sopra del 40%, mentre la Puglia si ferma proprio a ridosso della soglia critica.

C’è preoccupazione in Italia per la crescita del tasso di positività, che oggi si attesta sull’8,5% con un aumento di più di mezzo punto percentuale rispetto a ieri. Nel frattempo, metà del Paese è entrato da oggi in lockdown almeno fino a Pasqua.