“Nessun motivo di esistere”, la previsione finale sul CTS: cosa succederà

Negli ultimi tredici mesi, coincisi con la lotta alla pandemia Covid, ci siamo abituati a sentir pronunciare spesso e volentieri “CTS”. Il Comitato Tecnico scientifico adibito alla lotta al virus, però, presto potrebbe non esistere più.

bollettino 20 gennaio
Agostino Miozzo @Instagram

Durante l’ultimo anno ci siamo abituati ad ascoltare termini e nomi che mai, forse, ci saremmo aspettati che sarebbero entrati nella nostra quotidianità. Mascherine, quarantena, lockdown e distanziamento sociale solamente per fare alcuni esempi. Gli ultimi tredici mesi, però, sono stati caratterizzati anche dalle decisioni del Governo prese in accordo, e su suggerimento, del cosiddetto Comitato Tecnico Scientifico. O CTS, come spesso viene abbreviato. Un’organismo voluto in prima linea per combattere l’emergenza Covid, che potesse aiutare la maggioranza ad assumere le decisioni giuste per cercare di contenere la diffusione del contagio.

Recentemente Agostino Miozzo, ex coordinatore del Comitato tecnico scientifico, ha scelto di intraprendere una nuova strada e passare al Ministero dell’Istruzione. Il motivo lo spiega lui stesso, e rivela una sorta di “indiscrezione” sul futuro del CTS. “Il Cts ha esaurito il suo motivo di essere. Ha lavorato bene, con coraggio, per tredici mesi”.

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Il CTS non esisterà più“, parola di Miozzo

La previsione di Agostino Miozzo sul Cts è di quelle chiare. Il Comitato, secondo il suo ex coordinatore “…ha contribuito a salvare questo Paese, ma adesso non serve più”. In particolar modo la svolta c’è stata con il nuovo Governo, e a un parallelo cambiamento dell’amministrazione pubblica: “Adesso c’è una struttura che può affrontare la battaglia contro il Covid“.

Protezione civile e Regioni ora sono più strutturate e capaci per combattere l’emergenza sanitaria, al punto che, sempre secondo Mozzo, il Cts nel giro di uno o due mesi “possa anche sciogliersi“.

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Miozzo e l’ex Premier Conte (Twitter)

Una previsione importante per uno degli organismi che in questi ultimi tredici mesi si è schierato in prima fila per combattere l’avanzare del virus.