Covid-19, il bollettino del Ministero della Salute del 27 marzo 2021

Il bollettino covid-19 di oggi riporta un andamento stabile della curva dei contagi, mentre diminuisce il numero dei decessi

Bollettino Covid 19 27 marzo
Il bollettino covid di oggi, 27 marzo (fonte: Youtrend)

Puntuale arriva anche oggi il bollettino di aggiornamento sull’andamento della pandemia in Italia. Il ministero della Salute ha comunicato che i nuovi positivi nelle ultime 24 ore sono 23.839 a fronte di 357.154 tamponi processati. Rispetto ai dati di ieri, il numero dei nuovi contagi resta stabile e lo è già da qualche giorno. Secondo il ministro Speranza, infatti, la curva epidemiologica avrebbe raggiunto il suo plateau, ovvero il punto massimo di crescita fino ad appiattirsi. Secondo le previsioni, già dalla prossima settimana dovrebbero iniziare a vedersi i primi effetti delle zone rosse.

Diminuisce il numero delle vittime: oggi sono 380 mentre ieri erano state 457. E cala leggermente anche l’indice di positività che ieri si attestava al 6,8% mentre oggi scende leggermente al 6,67%.

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Covid, il bollettino e i numeri delle terapie intensive

Nelle ultime 24 ore sono stati 264 i nuovi ingressi in terapia intensiva, mentre ieri erano stati 288. Facendo una differenza tra ingressi e uscite il saldo è di +7 posti occupati, mentre i pazienti ricoverati nei reparti ordinari sono in tutto 28.621. Tra le regioni, ancora prima per numero di nuovi contagi la Lombardia, che oggi riporta +4.884 nuovi positivi.

Spaventano anche i dati di Piemonte, Puglia, Emilia Romagna e Campania, abbondantemente sopra i 2mila. Nel frattempo da martedì scatteranno le nuove fasce di colore in attesa della zona rossa totale delle festività pasquali. Promosso in arancione soltanto il Lazio, dove proseguono a tamburo battente anche la campagna vaccinale. Vanno invece in la Valle d’Aosta, la Campania e la Toscana. Quest’ultima al centro di alcune polemiche sollevate in questi giorni sull’andamento dei vaccini. Qui sarebbero state favorite alcune categorie professionali rispetto agli anziani e alle persone fragili, lasciati in coda alle liste d’attesa.