Omicidio George Floyd, il capo della polizia inchioda l’agente: la testimonianza

Il capo della polizia Medaria Arradondo con la sua testimonianza ha inchiodato l’agente Derek Chauvin al processo per la morte di George Floyd 

manifestazione per George Floyd
Manifestazione per George Floyd (Fonte Getty Images)

Medaria Arradondo, capo della polizia di Minneapolis, nella giornata di ieri ha testimoniato nel processo per la morte di George Floyd. A detta sua l’agente di polizia Derek Chauvin ha violato la politica dipartimentale quando ha puntato il ginocchio sul collo dell’afroamericano. Lui aveva smesso di opporre resistenza, era in pericolo ma l’ha comunque tenuto a terra.

Floyd era stato ammanettato ed era sdraiato a pancia in giù, continuare a tenere il ginocchio sul suo collo non faceva assolutamente parte dell’addestramento o della politica del dipartimento. Arradondo ci ha tenuto anche a precisare che di certo non fa nemmeno parte dei loro valori e della loro etica.

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Il giorno successivo alla morte dell’afroamericano, il capo della polizia di Minneapolis ha subito licenziato Chauvin e i tre ufficiali presenti nel momento in cui si è svolto il caso. Lo scorso giugno ha definito la vicenda ‘omicidio’.

Medaria Arradondo contro l’agente Derek Chauvin al processo per la morte di George Floyd

Medaria Arradondo serio
Il capo della Polizia Medaria Arradondo (Fonte Getty Images)

Medaria Arradondo durante l’interrogatorio ci ha tenuto a precisare che non è la polizia ad essere sotto processo ma solamente Chauvin per aver violato una serie di regole. Ha poi aggiunto che i suoi agenti vengono addestrati per diminuire l’uso della forza non appena l’arrestato è stato neutralizzato, Chauvin però non lo ha fatto.

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Il capo della polizia ha concluso dicendo che si parla dei principi e dei valori che si hanno quando si parla della sacralità della vita. L’azione dell’agente che ha ucciso George Floyd a detta sua va però in senso contrario a tutto quello che ci hanno insegnato.