Caso Bonafede, le reazioni della politica: “Patto coi mafiosi”
Caso Bonafede, le reazioni della politica: “Patto coi mafiosi”

Caso Bonafede, le reazioni della politica: “Patto coi mafiosi”

Alfonso Bonafede è ormai in una situazione difficilissima: la crisi di Governo è dietro l’angolo e il caso del Ministro della Giustizia tiene banco

Bonafede si dovrebbe dimettere, ha fatto baratti con dei criminali mafiosi”. Le parole, pesantissime, del senatore FDI Adolfo Urso rendono perfettamente l’idea del clima che si respira in Parlamento in questo particolare momento. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede è sotto esame e un’eventuale mozione di sfiducia nei suoi confronti rischia di aprire una crisi di Governo senza precedenti e metterebbe fortemente a rischio la stabilità del Paese. Ma le parole forti che l’opposizione sta utilizzando per stigmatizzare il Ministro sono indicative di una situazione di tensione che non promette niente di buono e che, probabilmente, non può che terminare nel peggiore dei modi.

Bonafede ha trasformato il suo ministero nel ministero del baratto e del mercimonio segreto e inconfessabile con i criminali mafiosi – ha detto Urso nel dibattito sulla mozione di sfiducia al Guardasigilli – qui si parla di Rai, di sottosegretari… ma cosa c’entrano con la Giustizia? Le dimissioni sono l’unica strada possibile, la giustizia non si baratta”.

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Caso Bonafede, Fico lo difende: “Solo un’incomprensione con Di Matteo”

Bonafede crisi governo
Alfonso Bonafede (Getty Images)

Dall’altra parte si cerca di tamponare quella che è un’emorragia di credibilità per il Governo e anche per la tenuta a lunga scadenza dei 5 Stelle, forse uno degli scandali peggiori in cui è cascato il M5S da quando è al potere. Anche il presidente della Camera, Roberto Fico, ha voluto spiegare meglio la posizione di Bonafede e l’origine di questa situazione creatasi con il pm Di Matteo:  “Le nomine sono discrezionali e il ministro Bonafede ha agito nella trasparenza. Mi pare che il ministro abbia chiarito tutto, si tratta di un’incomprensione tra lui e Di Matteo. Niente di più. Ora deciderà il Parlamento, le opposizioni hanno presentato una mozione di sfiducia”.

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