Voucher al posto dei rimborsi: arriva il no dell’Antitrust
Voucher al posto dei rimborsi: arriva il no dell’Antitrust

Voucher al posto dei rimborsi: arriva il no dell’Antitrust

I Voucher al posto dei rimborsi da parte delle compagnie aeree per i viaggi non fruiti non sono una buona idea. Anzi, sono contrari alla normativa europea, tuona l’Antitrust.Voucher al posto dei rimborsi per i voli cancellati a causa del Coronavirus. E’ questo quanto previsto dall’art. 88 bis della legge 27 del 2020, di conversione del decreto Cura Italia. Ma molte associazioni dei consumatori hanno alzato la voce contro questa norma. Indignati all’idea della possibilità per le compagnie di emettere un voucher dello stesso importo del biglietto. Il voucher andrebbe usato entro un anno e al quale il cliente non si può opporre.

Per l’Antitrust questa legge è in contrasto con la normativa europea che in questi casi prevede la possibilità di optare tra rimborso o voucher.
Del resto, a supportare la tesi dell’Antitrust è stata la stessa Commissione Europea che solo pochi giorni fa ha inviato ad alcuni Stati membri, tra i quali figura anche l’Italia, la raccomandazione di rispettare la possibilità di scelta del consumatore, evitando di imporre i voucher.

Occorre, secondo l’Autorità, dare la possibilità di cederli a parenti e amici e comunque garantire il rimborso nel caso di mancato utilizzo.

L’Antitrust: no ai voucher. Fabrizio Premuti chiede le dimissioni del Ministro Franceschini

Viaggi aerei rimborsi voucher
Viaggi aerei e rimborsi o voucher (Getty Images)

Nell’ipotesi in cui non ci sia un intervento diretto sulla normativa, l’Antitrust si vedrà costretta ad intervenire al fine di “Assicurare la corretta applicazione delle disposizioni di fonte comunitaria disapplicando la normativa nazionale con esse contrastanti”.

Si tratta di una decisione importante, fa sapere Fabrizio Premuti, presidente della Konsumer Italia.
Mentre il presidente dell’UNC, Unione Nazionale Consumatori, chiede le dimissioni del Ministro Franceschini. Dure le sue parole: “Chiedendo ai consumatori di svolgere il ruolo pubblico di sovvenzionare e finanziare le imprese di viaggi e vacanze, ha danneggiato lo stesso settore turistico. Nessuno prenota oggi le vacanze non avendo né la certezza di poter raggiungere il luogo di villeggiatura, né, in caso di annullamento del pacchetto turistico, di poter riavere i soldi spesi, ma solo un voucher”.