Tutti i “perché” di George Floyd: l’arresto e l’inizio della rivolta
Tutti i “perché” di George Floyd: l’arresto e l’inizio della rivolta

Tutti i “perché” di George Floyd: l’arresto e l’inizio della rivolta

I retroscena di George Floyd: il motivo dell’arresto, le rivolte, l’identità dei poliziotti e il passato da collega con il suo omicida

Continua a tenere banco negli Stati Uniti la vicenda relativa all’omicidio (sì, omicidio) di George Floyd, che ha destato indignazione in tutto il mondo. Arrestato nel quartiere di Powderhorn, è stato poi immobilizzato da uno di essi in maniera a dir poco cruenta. Con il ginocchio sinistro pressato sul collo dell’uomo, Derek Michael Chauvin (il nome del poliziotto) ha lasciato letteralmente senza respiro il malcapitato per più di 8 minuti, nonostante le implorazioni dell’uomo. Soltanto con l’arrivo dei paramedici il poliziotto ha mollato la presa, ma al momento dell’arrivo in ospedale per Floyd era già troppo tardi. La manovra di Chauvin è stata dichiarata prontamente illegale da parte del sindaco Frey, che ha sospeso immediatamente i poliziotti dal proprio ruolo. Da quel momento, sono iniziate numerose rivolte non solo a Minneapolis, ma anche in molte metropoli americane, spesso anche violente. Le rivolte, mosse a causa della discriminante razzista dell’omicidio, hanno portato a diversi feriti e un morto. Dall’autopsia svolta sul corpo di George, il risultato emerso ha evidenziato che egli era già affetto da patologie quali ipertensione cardiaca e disturbi alle arterie coronarie, aggravate dalla manovra di Chaudlin. Ma la famiglia ha già chiesto una seconda autopsia privatamente.

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Tutti i “perché” di George Floyd: l’identità dei poliziotti

George Floyd

George Floyd, dopo aver perso il lavoro a causa delle restrizioni dovute alla pandemia, è stato arrestato perchè ha tentato di pagare con una banconota da venti dollari falsa. Il poliziotto che lo ha immobilizzato non permettendogli di respirare, Derek Chauvin, aveva già 18 denunce a suo carico. Ma c’è un retroscena importante sulla vicenda. Secondo il proprietario  del club Maya Santamaria, Floyd e Chauvin lavoravano entrambi come guardie di sicurezza in una nota discoteca latina, spesso con turni sovrapposti. Il proprietario ha anche dichiarato di aver avuto frizioni con Chauvin, proprio per il suo modo brutale di trattare i clienti.

Anche l’altro poliziotto, Tou Thao, ha avuto precedenti per uso eccessivo della violenza, risolti con un pagamento di 25 mila dollari. Chauvin è adesso indagato per omicidio colposo, ed è posto in cella di isolamento per voci su un suo possibile tentativo di suicidio. Incensurati invece gli altri due poliziotti.