Aggressione a Jesolo, tunisino massacrato di botte
Aggressione a Jesolo, tunisino massacrato di botte

Aggressione a Jesolo, tunisino massacrato di botte

Aggressione a Jesolo: tre ragazzi hanno pestato un giovane tunisino che alla guida della sua auto avrebbe colpito dei bidoni. Condizioni gravi

Aggressione a Jesolo, vicino Mestre: tre ragazzi hanno violentemente colpito un ragazzo tunisino che precedentemente, alla guida della sua auto, si sarebbe schiantato contro dei bidoni dell’immondizia. Ricoverato all’ospedale di Mestre, le sue condizioni sono gravi. Il fatto è avvenuto in piazza Milano, a pochi metri dal lungomare “Gina Lollobrigida”, nel bel mezzo della folta movida estiva veneta.

Il tunisino, trentenne, dopo che con la sua auto si sarebbe schiantato su dei cassonetti, avrebbe minacciato dei presenti con un teser, lo storditore elettrico usato dalle forze dell’ordine. A quel punto tre ragazzi che erano fuori a una bar a bere, si sono avvicinati colpendo violentemente e ripetutamente il giovane tunisino. Un’aggressione che sarebbe avvenuta in reazione alla potenziale pericolosità del soggetto che brandiva il teser come un’arma e che avrebbe minacciato anche i tre ragazzi autori della violenza. Reazione spropositata, secondo alcuni testimoni, tanto che i ragazzi avrebbero continuato a colpirlo anche quando era a terra privo di conoscenza.

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Aggressione Jesolo
Aggressione Jesolo, sono intervenuti i carabinieri (foto pixabay)

Sono gravi le condizioni del ragazzo aggredito in piazza Milano a Jesolo. All’ospedale di Mestre è stato sottoposto a un intervento di ricostruzione facciale e la prognosi è riservata.

Le forze dell’ordine, intervenute immediatamente, sono riuscite subito a fare chiarezza sull’accaduto. I carabinieri hanno infatti individuato i responsabili del gesto. Sono tre ragazzi di trent’anni, tutti residenti a Jesolo e tutti incensurati. Ora dovranno rispondere di gravi accuse gravissime come le lesioni personali.

Nella stessa città veneta, anche una settimana fa ci fu un evento violento. Il teatro quella volta fu però piazza Mazzini. Nella megarissa furono coinvolte una decina di persone, tutte residenti tra Treviso e Venezia.